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DAI! - Progetto per la promozione del Benessere Giovanile della Provincia di Lodi
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ATTIVITA' E PERSONE DI SOSTEGNO

Naturalmente tutta questa mole di lavoro, realizzato senza alcun appoggio reale della Provincia,  non poteva essere fatta senza:

  • una segreteria per i contatti telefonici ed epistolari
  • un insieme di mezzi informativi (1000 manifesti, 1000 locandine, 4.000 spedizioni epistolari, 4 numeri di DAINews, 5 comunicati stampa, realizzazione delle “pagine Gialle” del Progetto, aggiornamento sito web della Provincia, ecc.)
  • un sistema di reclutamento e selezione dei partecipanti ai diversi Sotto-Progetti che ha richiesto non meno di 30 giornate per  colloqui individuali e di gruppo
  • La costruzione di una mailing list di 500 indirizzi di contatto
  • un sistema di valutazione in itinere che ha previsto somministrazione ed elaborazione di questionari per ogni fase di ogni Sotto-Progetto, oltre ad un survey telefonico realizzato su 70 testimoni al termine del primo anno
  • una Giornata di Studio sulle Politiche Giovanili nel lodigiano, tenutasi presso la SMI di S.Angelo

Né l'iniziativa poteva essere realizzata, senza il prezioso e disinteressato appoggio di quanti hanno credu to nel Progetto ed hanno contribuito con prontezza e cortesia mettendo a disposizione tempo, spazio e risorse umane, senza essere membri del CdI o del CTC. Meritano per questo un ringraziamento della comunità lodigiana:

  • Il preside dell'ITIS Volta
  • Il consigliere comunale F. Morelli ed il Comune di Vidardo
  • Il Preside e la Vice-Preside (prof.ssa Cigolini) del Liceo Novello di Codogno
  • Il Preside dell'ITG Pandini di S.Angelo
  • L'Assessore Cafiso e Il Comune di S.Angelo
  • La preside della SMI di S.Angelo
  • La direzione del CFP di S.Angelo
  • Il prof. Longinotti dell’Istituto “Calamandrei” di Codogno
  • Il Comune di Codogno
  • Il Parroco dell’Oratorio S.Bernardo
  • Il Comune di Lodi

3. CONCLUSIONI

Questo era l’impianto complessivo del Progetto, di cui EGEO si è assu= nto l’onere tecnico-operativo, mentre la Provincia, in quanto titolare del finanziamento, doveva svolgere un ruolo “politico”.<= /span>

Al termine dei due anni previsti, e dopo l’inspiegabile atteggiamento assunto dall'Assessorato ai Giovani, che ha rinunciato di fatto a continuare l'opera avviata con DAI! e quindi a sviluppare organiche politiche giovanili, possiamo proporre alla riflessione di tutti le seguenti conclusioni.

1. Il fabbisogno di interventi per i giovani è molto sentito, vista la scarsità delle iniziative esistenti ed i fenomeni di devian= za giovanile oggi alla ribalta delle cronache.

2. A livello di impegno delle singole persone (Amministratori, funzionari, operatori, cittadini) il Progetto ha trovato adesioni ed impegno aldilà di ogni aspettativa. Nell'allegato 10 si trova l'elenco di coloro che hanno attivamente cooperato al progetto, ai quali tutti va il nostro più sentito ringraziamento.

3. Sul piano tecnico, il Progetto ha avuto un solo neo: il fallimento della manifestazione organizzata dai giovani partecipanti al Sotto-Progetto Diventare Protagonisti.

4. Il livello delle Istituzioni, intese come sistemi, è molto deficitario, a partire dalla Provincia.

5. Gli uffici dello stesso Assessorato ai Giovani non hanno mai cercato alcuna sinergìa col Progetto.

6. Nessuna forma di comunicazione è stata cercata fra i due Assessorati della Provincia competenti per= i giovani.

7. Scarsa è stata, aldilà dell'impegno profuso da qualche operatore a titolo quasi individuale, la cooperazione fra Provincia e SERT, fra Provincia e Provveditorato, fra Provincia e Camera di Commercio.

8. La competizione fra grandi e piccoli Comuni, malgrado questi ultimi siano la quasi totalità, va totalmente a vantaggio dei primi, con l'assenso della Provincia.

9. Possiamo dire che l'Assessorato ai Giovani della Provincia si è occupato di DAI! per i primi 5/6 mesi, poi, forse per l'imminenza delle elezioni e per il seguente periodo di ambientamento, se ne è del tutto disinteressato, se non per motivi burocratici ed amministrativi. La Provincia ha di fatto trascurato l'unico intervento di politica giovanile che peraltro aveva varato.

10. La conclusione del Progetto DAI! è stata certamente in tono con lo stile assunto dalla Provincia nel corso dell'intero intervento. Poiché non vogliamo che quanti si sono prodigati, collaborando attivamente e partecipando al progetto, pensino che la rinuncia di EGEO a concludere il progetto sia stata una scelta immotivata, riteniamo giusto esporre i fatti.  Ecco la cronaca.

  • Dalla Provincia non è mai pervenuta ad EGEO una critica formale sulle azioni intraprese, né per iscritto né in via orale.
  • Nessuna riunione di revisione è mai stata fatta, ad eccezione di qualche incontro a quattr’occhi con l’Assessore Ferrari, che non mancava di magnificare la competenza dell’équipe.
  • Nell'ultimo incontro, avvenuto all’inizio del 1999, l'Assessore Ferrari si limitava a comunicare che non si sarebbe più occupato del Progetto, senza spiegazioni.
  • Ciò malgrado solo un mese prima si fosse tenuta un Assemblea di DAI! alla presenza di circa 50 cittadini coinvolti nel Progetto, che, definita da un funzionario “la più affollata della storia della Provincia, registrò come unica critica la mancanza di una strategia per il futuro da parte della Provincia.
  • Per tutto il 1999, l'unico legame fra EGEO e la Provincia era tenuto da un funzionario con funzioni burocratiche e dalla dirigente responsabile dell’erogazione dei fondi (i quali hanno fatto del loro meglio, ma non potevano vicariare un ruolo politico assente).
  • Nell'Agosto 1999 veniva presentato il progetto, coi relativi problemi irrisolti, al nuovo Assessore che, dopo avere ascoltato, chiedeva una settimana per prendere decisioni.
  • Lo stesso Assessore veniva rivisto, su nostra richiesta, a metà novembre.
  • Alla fine di Ottobre, alla presenza dei rappresentanti di 7 Comuni, della Diocesi, del Provveditorato (membri di quel CdI che doveva “governare” il Progetto DAI!), e di cittadi ni che avevano partecipato ad alcuni Sotto-Progetti, il funzionario, unico presente in rappresentanza della Provincia, comunicava che DAI! era stato un fallimento a motivo della non riuscita manifestazione conclusiva del Sotto-Progetto Diventare Protagonisti.
  • Per via indiretta si venne poi a sapere che:
    • tutti i piccoli Comuni sono restati esclusi dalla possibilità di accedere al finanziamento della Legge sulla prevenzione;
    • la Provincia ha deciso di chiudere DAI! senza consultare né EGEO né il Comitato di Indirizzo, né alcuno dei soggetti che per 2 anni hanno cooperato attivamente;
    • la stessa Provincia ha chiesto il finanziamento di un Corso per giovani Operatori Informatici, lasciando di fatto al SERT ed all'Assessorato Servizi Sociali che hanno molti meriti, ma il limite di operare nell'ambito clinico e assistenziale il monopolio delle Politiche Giovanili del lodigiano.

Per questi motivi, nel secondo incontro col nuovo Assessore, avvenuto su nostra richiesta a metà novembre, abbiamo comunicato il rifiuto di EGEO a concludere il Progetto con la prevista seconda edizione di Panni Stesi e rimesso il relativo budget nelle Sue mani. La manifestazione PANNI STESI non doveva essere una delle tante feste per i giovani, ma un momento di coesione, espressività, creatività ed autonomia dei giovani lodigiani.

Questi, come tutti gli adulti che hanno contribuito a DAI!, sono stati coinvolti sulla base di un patto, e della promessa che la Provincia si impegnava a sviluppare politiche finalizzate al benessere giovanile.

EGEO non ha voluto, né avrebbe potuto, coinvolgere nessuno sulla base delle dichiarazioni pubbliche di fallimento” fatte dalla Provincia, e sapendo che l'Assessorato ai Giovani aveva deciso di disimpegnarsi dagli interventi verso i giovani.