- La
fine del Welfare ha solo ridotto il ruolo pubblico nella soddisfazione
dei bisogni immateriali, che non diminuiscono, ma anzi aumentano
nella Società dell'Abbondanza.
- I
bisogni immateriali diventano un mercato che compete con quello
dei bisogni materiali.
- La
riduzione dell'intervento pubblico porta alla ribalta due nuovi
soggetti: il cittadino-cliente e l'impresa.
- L'impresa
può essere un nuovo protagonista dell'Evo immateriale post-welfare
Nuovo
ruolo dell'impresa
- In una
prima fase, l'impresa è diventata il modello di organizzazione
per soddisfare i bisogni immateriali: quindi la cultura d'impresa
applicata al sociale e all'immateriale, è stato il primo segno
del nuovo ruolo.
- Una seconda
fase ha visto l'impresa come detentrice di mezzi da investire
in progetti immateriali: patrocini, donazioni, beneficienza, pubblicità-progresso,
sponsorizzazioni.
- La terza
fase, sarà la fornitura diretta da parte dell'impresa di servizi
e progetti finalizzati a soddisfare i bisogni immateriali dei
lavoratori e dei cittadini in genere.
I
motivi della terza fase
L'impresa si
impegnerà nelle acquisizione di un ruolo sociale e nella soddisfazione
diretta dei bisogni immateriali, per vari motivi:
- la necessità
di trovare nuove leve di senso alla motivazione al lavoro
- L'esigenza
di ridurre le interferenze dei bisogni immateriali nel processo
produttivo
- l'esigenza
di un ruolo più interconnesso alla comunità territoriale
Ipotesi
di Intervento in collaborazione Pubblico/ Impresa
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Verso
i lavoratori
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Verso
la Comunità
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| Servizi
per il benessere: sanitari, psicologici, culturali, ricreativi |
Dentro
l'impresa: offerta spazi e strumenti, stages e crediti
formativi
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| Servizi
per le famiglie: formazione, vacanze, assistenza, gruppi
di acquisto diretto, sconti e convenzioni |
Fuori
dall'impresa: Interventi mirati diretti, offerta competenze,
distribuzione prodotti e servizi immateriali |
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