Progetti integrati
e innovativi

PROGETTO MERCURION

Obiettivi del progetto

Definiamo obiettivi i risultati attesi e visibilmente verificabili. Tali obiettivi vengono dsunti dalle finalità e dalle azioni indicate nell’invito a presentare proposte emanato dal PTO-NorEst Napoli. Le finalità proposte sono:

"L’azione 1 della misura intende favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, promuovere la nuova imprenditorialità ed il lavoro autonomo, con particolare riferimento ai nuovi giacimenti occupazionali e l’emersione delle imprese operanti nel "sommerso". Le finalità specifiche dell’azione 1 prevedono lo svolgimento delle seguenti attività sul territorio:

  • Funzioni ed attività complementari e sinergiche con quelle svolte dalle altre strutture pubbliche operanti nel campo del lavoro e dell’occupazione;
  • Assistenza alla creazione di nuove attività, imprenditoriali e di lavoro autonomo;
  • Attività di promozione e sviluppo nell’area di fattori immateriali indispensabili per avviare processi di consolidamento imprenditoriale".

Le azioni richieste sono:

  1. AZIONI SOSTEGNO AI FABBISOGNI LOCALI ESISTENTI

A.1 Analisi e monitoraggio fabbisogni professionali esistenti per sviluppo e innovazione PMI

A.2 Azioni per migliorare collegamento tra domanda e offerta

  • SOSTEGNO ALLA CREAZIONE DI IMPRESA
  • B.1 Individuazione aree di opportunità per la creazione di nuove imprese

    B.2 Promozione nuove imprese/lavoro autonomo

    B.3 Accompagnamento alla creazione impresa

  • PERCORSI DI EMERSIONE DELLE IMPRESE DAL SISTEMA SOMMERSO
  • C.1 Ricerca/studio sistema sommerso

    C.2 Progettazione percorsi emersione

    C.3 Monitor fenomeni di emersione

  • ATTIVITA’ DI FORMAZIONE E ORIENTAMENTO
  • D.1 Programmazione percorsi formativi e orientamento al lavoro

    D.2 Progetti formativi a supporto PTO

    Gli obiettivi che il proponente considera impegnativi sono:

    2.1. Creare una tela di connessioni stabili fra soggetti pubblici e privati, organizzati e individuali, interessati alla promozione e qualificazione dell’occupazione e dell’incontro fra domanda e offerta di lavoro, oltre che della emersione del lavoro sommerso. Non si tratta soltanto di far incontrare e dialogare i diversi soggetti, ma di creare luoghi e modalità procedurali stabili, nonché competenze collettive, per la progettazione concertata.

    2.2. Incrementare e qualificare l’intrapresa privata ed il lavoro autonomo, operando sia sulla cultura del lavoro autonomo fra i giovani, sia sui processi di attivazione d’impresa.

    2.3. Fornire al territorio stimoli, conoscenze, competenze e procedure per anticipare il futuro, cioè per una costruzione dello sviluppo che non segua ma preceda i cicli storici dell’ economia. Oltre a reperire e sviluppare la vocazione e le potenzialità esistenti del territorio, il problema (come già altre zone italiane hanno dimostrato) è quello di inventare il futuro fondandosi più sui desideri e le volontà che sui bisogni e la tradizione.

    2.4. Aumentare le competenze individuali e territoriali, in modo che la professionalità dei singoli e dei sistemi, nonché la cultura del sistema territoriale inteso come insieme, si elevi nella direzione di un governo consapevole e qualitativo dello sviluppo.

    Contenuti delle azioni e quantificazione dell’utenza prevista nei 21 mesi

    1. Tavolo permanente PMI (riferimento azione A.1, obiettivo 2.1.)

    Questa azione si traduce nell’attivazione e continuazione di un Tavolo Permanente di Concertazione degli operatori, pubblici e privati, del sistema della PMI. Imprenditori, rappresentanti delle categorie, funzionari degli EE.LL. , presidi di Scuole Superiori e Professionali, saranno chiamati periodicamente a discutere e fornire stimoli e informazioni, relativamente alle azioni del progetto MERCURIO. L’ipotesi è quella di vedere coinvolti circa 30 operatori.

    2. Monitor PMI (riferimento azione A.1., obiettivo 2.1.)

    Questa azione si propone di rilevare la situazione attuale del sistema delle competenze nelle PMI, specie in relazione al fabbisogno per lo sviluppo. Il problema non si limita alla rilevazione dei bisogni consapevoli e dichiarati, ma va affrontato arricchendo questi con ipotesi sui trend del mercato. L’azione viene chiamata Monitor perché consiste non solo nella rilevazione di dati attraverso colloqui, sopralluoghi, interviste e questionari, ma anche nella messa a punto di una procedura di raccolta dei dati, attraverso sensori permanenti, che consenta la ripetizione periodica della rilevazione ad opera di organismi del territorio. L’ipotesi è che l’azione coinvolga almeno 200 PMI del territorio del Patto.

    3.Ufficio CILO (riferimento azioni A.2., C.2., D.1., obiettivi 2.1.,2.2., 2.3.)

    Questa azione consiste nell’attivazione di un servizio al pubblico, aperto 4 ore pomeridiane al giorno, dal martedi al sabato compresi. Il Servizio è modellato secondo le classiche funzioni C.I.L.O. (v.allegati).

    Il CILO dovrà gestire (in forma diretta o tramite il coordinamento di risorse pubbliche e private esistenti sul territorio) un certo numero di <pacchetti> finalizzati allo sviluppo dell’occupazione.

    In concreto il CILO dovrà:

    1. Tenere sotto osservazione continua, utilizzando i Servizi esistenti, il mercato produttivo in modo da poter rilevare cambiamenti o tendenze con riflessi occupazionali o sulla struttura professionale;
    2. Tenere sotto osservazione continua, utilizzando i Servizi esistenti, lo sviluppo della forza lavoro, sia in termini qualitativi che quantitativi;
    3. Rilevare tutte le opportunità di insediamento di servizi nel settore terziario, in particolare dei servizi alle persone e dell’impresa;
    4. Sensibilizzare ai problemi dell’occupazione giovanile le istituzioni pubbliche e private, produttive e sociali, affinchè promuovano iniziative concrete;
    5. Promuovere iniziative di cooperazione interistituzionale, finalizzate a favorire l’occupazione giovanile;
    6. Promuovere iniziative di cambiamento istituzionale, finalizzate a favorire l’occupazione giovanile;
    7. Gestire operativamente speciali azioni a favore dei giovani in generale o dei giovani in cerca di occupazione o disoccupati in particolare;
    8. Stimolare o realizzare azioni ricorrenti di informazione e orientamento sul mercato del lavoro e le nuove opportunità, i giovani e le istituzioni educative;
    9. Stimolare, in collaborazione col LAB F&C (v.3.7.) la imprenditorialità giovanile con particolari interventi diretti (verso i giovani) o indiretti (verso la scuola o altre istituzioni);
    10. Aiutare i giovani, intenzionati ad avviare attività produttive, a reperire le risorse economiche, professionali e strutturali.

    Quando diciamo che il CILO dovrà "tenere sotto osservazione" l’andamento della domanda e dell’offerta di lavoro (punti 1 e 2), intendiamo dire che esso dovrà accedere continuamente alle fonti esistenti sul Territorio, comparare i dati, trarne ipotesi e interpretazioni, farne sintesi e divulgarle. Il punto 3 ipotizza un’attività di rilevazione vera e propria, ma solo per quanto riguarda le nuove frontiere occupazionali e produttive particolarmente nell’area dei servizi alle persone e all’impresa, che è quella più facilmente accessibile all’imprenditoria giovanile.

    Il punto 4 parla di "sensibilizzare" le istituzioni, il che rimanda a compiti concreti quali: la informazione , la divulgazione, la sottolineatura di problemi legati all’occupazione giovanile. Tali azioni potranno essere fatte mediante pubblicazioni ad hoc oppure accedendo ai mass media (giornali, radio, tv); mediante mostre, conferenze, dibattiti, fiere, festivals, manifestazioni pubbliche; oppure ancora con interventi di formazione-sensibilizzazione mirate a figure chiave per l’occupazione giovanile (famiglie, insegnanti, educatori, giovani ecc.).

    Per il punto 5, la promozione di cooperazione inter-istituzionale, può concentrarsi nella stimolazione all’incontro fra più istituzionio organizzazioni del privato sociale, nel varo di comitati di coordinamento, nella offerta di progetti da realizzare congiuntamente, nella segnalazione alle istituzioni delle opportunità inutilizzate, offerte da altre istituzioni.

    Per il punto 6 il CILO potrà inventare progetti e proposte, da sottoporre alle istituzioni, affinchè queste modifichino ed arricchiscano la loro presenza verso i giovani.

    Il punto 7 propone una gestione "manageriale" dei "pacchetti". Questo indica la serie di azioni concrete tipicamente legate al management. O meglio, trattandosi di "pacchetti" a tempo, cioè provvisori, indica l’insieme di azioni legate al "project management".

    Le attività legate al punto 8 richiedono la produzione di materiale informativo (o la collocazione e rielaborazione di materiale esistente), e la sua divulgazione fra i giovani e le organizzazioni educative; la stimolazione di servizi di orientamento ad opera della scuola, del privato sociale, della Asl e dell’Ente Locale (in particolare dei Centri di Aggregazione).

    Il punto 9 richiede la realizzazione di iniziative speciali, rivolte ai giovani o alla scuola, affinchè si diffonda una cultura dell’ imprenditorialità o del lavoro autonomo.

    Il punto 10 infine richiede una attività di consulenza , tanto sui contenuti relativi al varo dell’impresa (in cooperazione coi servizi esistenti) quanto per l’accesso alle facilitazioni finanziarie, normative, fiscali e agli esistenti servizi di consulenza. Inoltre questo punto può essere concretato mediante un servizio di consulenza, ai gruppi di giovani, finchè questi chiariscano le proprie vocazioni e intenzioni. Riassumendo sinotticamente, l’elenco delle azioni concrete di cui il CILO si farà carico:

    1. Accedere a tutte le fonti statistiche (economia e occupazione) del territorio;
    2. Comparare i dati raccolti e confrontarli;
    3. Tratte dai dati ipotesi e interpretazioni;
    4. Sintetizzare i dati;
    5. Divulgare informazioni, dati, sintesi, ipotesi;
    6. Fare rilevazioni-campione in settori speciali;
    7. Confezionare e realizzare pubblicazioni;
    8. Utilizzare e accedere ai mass-media;
    9. Realizzare mostre, conferenze, dibattiti, fiere, festivals;
    10. Realizzare corsi di tipo informativo o sensibilizzativo;
    11. Organizzare "tavoli" di dialogo inter-istituzionale;
    12. Promuovere gruppi e comitati di coordinamento inter-istituzionale;
    13. Offrire idee e progettida realizzare fra più istituzioni;
    14. Segnalare opportunità inter-istituzionali;
    15. Creare progetti, idee, programmi e proposte;
    16. Programmare interventi operativi;
    17. Realizzare interventi, utilizzando risorse intra o extra territoriali;
    18. Gestire risorse umane, economiche, strutturali in relazione ai progetti;
    19. Gestire iniziative di promozione e pubblicità;
    20. Valutare i bisogni e graduarli in ordine di urgenza e soddisfabilità;
    21. Valutare i risultati degli interventi, in relazione ai costi e ai bisogni;
    22. Stimolare servizi e programmi di orientamento;
    23. Realizzare iniziative di promozione della imprenditorialità giovanile;
    24. Fornire ai gruppi di giovani "consulenze d’avvio" di progetti produttivi.

    Nel corso dei 21 mesi del progetto il CILO dovrebbe poter fornire servizi a circa 1000 utenti.

    4.Ricerca DELPHI (riferimento azione B.1., obiettivo 2.3.)

    Una ricerca DELPHI è una esplorazione dei trends di sviluppo, fatta attraverso interviste cicliche a spirale, rivolte ai maggiori esperti dei settori collegati all’oggetto di interesse. Obiettivo dell’azione è quello di identificare aree di sviluppo sostenibile per il sistema PMI del PTO. L’azione prevede due cicli di rounds, con 10 fra i maggiori esperti di impresa, professioni, mercato, territorio della metropoli campana.

    5.Progetto SILA (riferimento azioni B.2., B.3., obiettivo 2.2.)

    SILA – Sensibilizzazione all’Impresa ed al Lavoro Autonomo è un pacchetto strutturato (v. allegato) di sensibilizzazione per giovani dai 17 ai 24 anni. Il pacchetto prevede 3 Moduli: sensibilizzazione, informazione, sostegno allo start-up d’impresa, per una durata complessiva di n.13 giornate(2+2+9). L’azione si propone di somministrare gli strumenti della Fase 1 a circa 1.000 giovani non occupati, e gli strumenti della Fase 2 e 3 a circa 200 (pari al 10% della Fase 1). La partecipazione dei 200 giovani alle tre Fasi punta alla creazione di 20/30 intraprese giovanili, accompagnate per l’intera fase di start-up.

    6.Ricerca & Monitor Atlantide (riferimento azioni C.1., C.3., obiettivo 2.1.)

    Atlantide è l’azione che si propone di rilevare la situazione del sistema produttivo sommerso. Anche qui non si tratta solo di ricercare l’esistente, ma di attivare una procedura, con specifici sensori, per la ripetizione periodica della stessa rilevazione del fenomeno. L'azione sarà effettuata anche attraverso la collaborazione di operatori del sistema della PMI, il cui numero può essere indicato in 30 unità.

    7.Laboratorio Formatori e Consulenti (riferimento azione D.2., obiettivo 2.4.)

    L’azione mira a preparare e rendere attivi sul territorio, piccoli nuclei di giovani operatori competenti nei servizi di orientamento, reclutamento, formazione e consulenza al sistema della PMI. Non si tratta di un Corso di formazione tradizionale, ma dell’attivazione di Laboratori di Action Learning, nei quali operatori esperti, affiancati da tirocinanti in apprendimento, si impegneranno nella fornitura di servizi alle PMI del PTO, oltre che del PTO stesso. Compito del Lab F & C sarà anche quello di progettare, per cono delle organizzazioni operanti nel Territorio del PTO, azioni finanziabili con le diverse Misure della UE. L’azione si propone di coinvolgere circa 20 giovani che al termine dei 21 mesi resteranno come risorsa competente sul territorio.

    8. Intranet e sito WEB fra i Comuni del PTO (riferimento azione A.2., obiettivo 2.1.)

    Questa azione si propone di collegare per via telematica i Comuni del Patto, al fine di distribuire in tempo reale informazioni utili all’incrocio fra domanda e offerta di lavoro. Inoltre un sito Web offrirà visibilità al Pto e faciliterà l’accesso dei cittadini all’informazione.

    9. Kenobi: network fra Comuni italiani e stranieri (riferimento azione D.2, obiettivo 2.1.)

    Con questo intervento, il MERCURION da una parte offrirà visibilità al PTO e dall’altra consentirà lo scambio di buone prassi fra le realtà impegnate nelle Politiche Attive del Lavoro. Il network sarà realizzato per via telematica, ma anche con scambi fisici fra Comuni italiani ed europei, mediante il ricorso agli appositi finanziamenti della UE.

    10. Convegno conclusivo (riferimento azione D.2., obiettivo 2.3.)

    MERCURION si concluderà con un Convegno (con ospiti italiani ed europei) finalizzato a presentare al territorio ed all’opinione pubblica i risultati ottenuti, oltre che a delineare le ipotesi di azioni future. Si prevede la distribuzione ai partecipanti di un rapporto su carta e su CD-Rom.

    Metodologie utilizzate

    In senso generale il Progetto MERCURIO si ispira ai principi elaborati dalla Psicosociologia di Comunità in oltre 20 anni di studi ed esperienze (v. allegata bibliografia). In particolare si ricorrerà alla:

    • metodologia delle connessioni

    Un sistema territoriale è caratterizzato, più che dalle parti che lo compongono, dalle relazioni fra le parti. Ciò implica, come essenziale ad ogni azione di sistema, il ricorso al metodo connessionistico. Il quale consiste nell’allacciamento di relazioni cooperative stabili fra sub-sistemi territoriali.

    La strategia delle connessioni si propone di attivare, moltiplicare e rendere permanenti le relazioni fra le diverse organizzazioni del territorio. Esistono centinaia di organizzazioni pubbliche e private, settoriali o generali che operano nello stesso spazio geografico o socio-economico. E’ raro tuttavia che queste operino in "relazione" le une con le altre. Ciò non significa che non abbiano interazioni, il che sarebbe impossibile. Vuol dire piuttosto che non hanno scambi significativi di informazioni né obiettivi comuni, né intese tattiche transitorie. Se questa situazione è generalizzata, il territorio è in realtà meramente formale e pochi suoi problemi possono essere affrontati e risolti. Si tratta di una "comunità psicotica", con scarsa identità e nessuna progettualità. Una strategia delle connessioni implica interventi tesi a superare la frammentazione e l’isolamento istituzionale in favore dell’integrazione e degli "scambi progettuali"..

    • metodologia della partecipazione

    La metodologia delle connessioni risulta inefficace se le relazioni non sono basate sulla più ampia partecipazione, anche dei soggetti marginali o emergenti, garantita dalla massima trasparenza e dall’esistenza di procedure condivise ed equidistanti.… La strategia della partecipazione nasce dalla necessità di aumentare il coinvolgimento e dunque l’appartenenza e la responsabilità. Il concetto di partecipazione è la traduzione sociologica del concetto di appartenenza. In entrambi i casi è sottesa la equivalenza di "parte" e di "tutto" e la loro consustanzialità. La strategia della partecipazione richiede un metodo di lavoro che incrementi l’appartenenza attraverso il "far parte di", e aumenti la partecipazione mediante il "sentirsi parte di". Questo duplice bersaglio si identifica con l’incremento di responsabilità, intesa come "abilità a rispondere" ai bisogni del sistema territoriale e del proprio sub-sistema, intesi nella loro interdipendenza..

    • metodologia della prevenzione

    Questo principio di metodo si basa sul concetto di anticipazione e di costruzione del futuro. Invece di un territorio che insegue i cicli storici, le emergenze ed i bisogno, questa metodologia si basa sulla concezione di un territorio che influenza la sua storia, governa intenzionalmente il suo sviluppo, attualizza il suo potenziale meno evidente. Si tratta di dare valore ai desideri al pari dei bisogni, ai progetti come alle reazioni, alle variabili immateriali quanto a quelle materiali.. La strategia della prevenzione ipotizza interventi che siano "anticipatori" anziché "catastrofici", centrati sul benessere cioè sulla generalità , anziché sul malessere, cioè sulla parzialità.

    Tale strategia implica interventi sulla complessità comunitaria, al fine di aumentare le competenze di auto-aiuto, invece che sul problema – sintomo al fine di spostarlo. Per esempio, questa strategia applicata alla disoccupazione richiede interventi sulle organizzazioni sociali implicate nei processi di produzione e di acculturazione del sistema territoriale. Ridurre questo sintomo è meritevole, ma non esclude la sua riproduzione. Il mal di fegato, prima che con interventi sul fegato, si cura mediante cambiamenti di stile di vita, cioè della organizzazione del soggetto.

    • metodologia delle competenze comunitarie
    Questo punto di fonda sull’idea che non solo i soggetti singoli possiedono memoria e competenze sedimentate, ma anche i sistemi, le comunità territoriali possono sviluppare una intelligenza collettiva, gli insiemi in quanto tali possono avere un sistema di competenze .
      Risultati attesi

    I risultati attesi non sono altro che la verifica e valutazione degli obiettivi prefissati. Il progetto MERCURION si prefigge di verificare e valutare al suo termine:

    • il numero di connessioni stabili realizzate fra soggetti pubblici e privati, organizzati e individuali,

    • il numero di intraprese di lavoro autonomo, avviate dal Progetto
    • la quantità e qualità delle ipotesi e dei progetti per il futuro, stimolati da MERCURIO
    • la quantità e qualità di competenze individuali e territoriali, insediate sul Territorio nei 21 mesi