Linux e OpenSource:
email senza limiti - a costo zero e a casa vostra!
di Michele Sciabarrà, socio fondatore e attuale Amministratore Delegato di ePrometeus.
Tratto da manager.it

L' azienda Acme spa, importatore di bambole dall'estremo oriente, con 100 dipendenti, si ritrova ad avere un problema con la posta elettronica. Le mailbox fornite dal fornitore di connettività sonopiccole, e sono poche. Infatti i fornitori tendono a inviare icataloghi con immagini gigantesche. Succede spesso che non si riescano a svuotare in tempo con il risultato che alcuni messaggi vengano perduti.Non solo: siccome i contatti sono davvero tanti, a volte viene fornitoun indirizzo di email di contatto diverso per area geografica, cosicché in pratica servono una decina di email diverse per utente(circa 500 indirizzi di email, ciascuna con molto spazio disco).Natualmente si può sempre ampliare il numero di caselle e lo spaziodisco, ma costa.

Un dipendente, Luigi, gran patito di Linux (e informato) propone una alternativa: un mail server internodedicato. Basta un indirizzo IP fisso (pochi euro al mese), e si può installare un server di posta Internet: si possono creare tutte lecaselle di posta che si vuole avendo non mega ma giga di spazio disco.Il responsabile EDP, Ezio, si informa e risponde a Luigi: "credo che tu stia vaneggiando: sai quando costa Microsoft Internet Exchange?  Equanto costa Lotus Domino?".Luigi non si perde d'animo e precisa: "io stavo proponendo di usare Linux e Qmail; sai quanto ti costa?  Qualche giornata di un sistemista per l'installazione. Mi sembra decisamente MENO del costo dellecaselle di posta che ORA ti servono, e potrebbero servircene 10 voltedi più..."Risate di Ezio: "tu vorresti che noi affidassimo un nervo vitale del nostro business (per buona parte basato sull'email) a un programma shareware?"Il consulente non si scompone: "Dunque, prima di tutto, Linux non è shareware (prima prova e poi paga): non si paga proprio. E' un serio progetto sviluppato da una comunità di cervelli che è finaziata perfino da IBM e molti altri. Lo sai che GOOGLE (il primo motore diricerca del mondo) è composto da 4000 server Linux? E lo sai che anche Amazon (il primo negozio online del mondo) ha una infrastruttura basata su Linux?""Già ne avevo sentito parlare" - risponde Ezio - "non ho dubbi suLinux", la cosa che mi preoccupa è il programma di posta. Possiamo fidarci?""Qmail è un programma affidabile. Posso dirti per certo che Hotmail, prima di essere acquisito da Microsoft (e aveva già milioni di utenti)era basato su Qmail. Ad oggi non si sa se è stato completamente sostituito da sistemi Microsoft (alcuni dicono di no). Comunque posso documentarti che uno dei principali provider italiani usa Qmail per mandare la posta a milioni di utenti.""Ma io ho sentito dire che i programmi di posta si bucano facilmente!"dice Ezio. "Altri forse, ma Qmail non è mai stato bucato in vita sua. C'è stato un premio, mai assegnato, per chi avrebbe individuato un buco.L'applicazione è spettacolare come è ingegnerizzata: praticamente ci sono CINQUE diversi programmi che non si fidano l'unodell'altro e si passano solo i dati che manipolano.""Si però dobbiamo comprare un server nuovo..." disse Ezio. "Temo che la sindrome dell'upgrade forzosa sia difficile da estirpare, da comeci hanno condizionato i vari venditori di PC e Sistemi Operativi. E'meglio che ti spiegi una cosa: sai come funziona?  Sai quando basta per far funzionare BENE un server di posta con Linux e Qmail? 16 Megadi ram. SEDICI MEGA, e un 486. Abbiamo un pentium con 64 MB di ram che non usa nessuno, possiamo usare quello"."Ma come facciamo a reggere il peso della posta che arriva? Sono mega di roba"... "Fantastico! Ecco che la mentalità del 'pesa di più ci vuole più CPU impera...' Hai proprio soldi da spendere!" "No veramenteno... per la verità non so da dove prendere i soldi per le caselle di posta, pensa te..."."Allora, pensa a fare di più con meno... nel modo giusto! Le reti sono un ordine di grandezza più lente dei processori. Lo sai che un server di posta che riceve decine di email al minuto... ha ancora la cpu al 95% inerte? Perchè per quanto possa essere veloce la rete, in confronto è un niente rispetto a una cpu anche veloce. E' un fatto. Ho visto con i miei occhi un server di un servizio Web che riceveva qualcosa come 10 richieste al secondo, eppure la cpu risultava ferma al 99% - il vecchio file server va benissimo"."Ma se si rompe?"  "Tu cosa dici, è meglio UN server di lusso moltocostoso o due server NON di lusso, di cui uno di riserva? Sentiamo se riescono a realizzare un 'cluster'? Mettiamo una seconda macchina,quella dismessa dalla contabilità, come backup".Ezio si convinse. Chiamarono un consulente Linux, stando attenti asceglierne uno che NON vendesse hardware, in modo da essere sicuri che non ci fossero "secondi fini". Il consulente prescelto non obiettò a usare hardware riciclato. Anzi, disse, a volte le macchine più vecchie sono meglio supportate da Linux. Alla domanda di come si potesse rendere "robusta" la posta, fu proposto di mettere due mail server, uno principale e uno di"appoggio", a minore priorità. Questa è una caratteristica standard ma poco nota della email. Se il server principale cade, la posta elettronica viene raccolta dal server secondario e poi inoltrata quando il principale risulta disponibile.Questa fu la soluzione adottata. L'installazione (compresi i sistemio perativi) prese tre giorni comprese varie prove di ricezione e lo spostamento dei server dal fornitore di connettività ai server interni. Il consulente fornì anche una interfaccia Web che permetteva di creare facilmente nuove caselle, e perfino servizi aggiuntivi come un messaggio configurabile durante le ferie. "Sono tutte funzioni standard dei programmi open source che sto installando" disse il consulente. Nei quattro mesi successivi, il mail server funzionò senza nessun problema, tranne uno. Il server principale di posta si bloccò per un guasto hardware. Ad un esame si rivelò essere la scheda di rete. Mentre veniva sostituita, tutta l'email arrivata fu effettivamente raccolta dal server secondario, che la riversò sul principale non appena il principale riprese a funzionare. Ezio era entusiasta: al costo di tre giornate di consulente e usando hardware "riciclato" aveva ottenuto un sistema di posta elettronica"illimitato" e "ridondante". Non credeva ai suoi occhi. Ma il bello doveva ancora venire. Infatti si pose il problema dello spam, anche per colpa di vari virus e worm che imperversavano sulla rete...