Rete di reti di organizzazioni immateriali
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DIGITAL GUERRILLA

Guida all'uso alternativo di computer, modem e reti telematiche

(Marta McKenzie, Luc Pac, Will Kemp, Miranda, Barninga Z!, Stefano Costa2, Vanni e Vito B)
Sommario

Parte Seconda - Networks

Capitolo 7: introduzione alle reti telematiche
Tipologie di networks
Network di movimento

Capitolo 8: "un accampamento di guerriglieri ontologici"

Una BBS di movimento
Cosa serve per mettere in piedi una BBS

Capitolo 9: due parole in più sulle reti a basso costo

Network "batch"
Dalla singola BBS alla rete
Off-line Reader
Il Point

Capitolo 10: la madre di tutte le reti

Internet
I servizi di rete
FTP: File Transfer Protocol
Archie: come trovare quello che ci interessa
Il World Wide Web e il ciberspazio globale
OK, ma come ci arrivo?


Capitolo 11: come vivere in rete bene e a lungo

Cibersbirri & psychopolizia
Pgp: crittografia a chiave pubblica per le masse
Il PGP in pillole
Sicurezza in BBS
Nomi e pseudonimi: anonimità per tutti
Come proteggersi dalla sfiga pura

Appendici

Contatti utili e gruppi di affinità in rete, ovvero: quanti pericolosi terroristi!
Le BBS Cybernet
Le BBS ECN
Fornitori Internet in Italia

Torna a Parte Prima


Parte Seconda - Networks

Capitolo 7: introduzione alle reti telematiche

TIPOLOGIE DI NETWORKS

Il termine "network" si riferisce a una situazione in cui due o più computer sono collegati in modo che possano scambiare informazioni tra loro.

La forma più semplice di network è probabilmente costituita da due computer che si scambiano files attraverso i dischetti. In questo modo l'informazione è trasferita da un computer ad un altro tramite l'intervento umano. Sebbene spedirsi dischetti attraverso la posta possa anche essere una cosa prevista dal network che vogliamo costruire, non è mai una pratica contemplata dai network telematici maggiori. Nonostante questo i principi di base non sono molto diversi.

Il significato normale del termine "network telematico" (o informatico) richiama due o più computer che si scambiano informazioni attraverso un sistema elettronico (come la linea telefonica).

Ci sono due tipi fondamentali di network telematici, che chiameremo "batch" (o "differiti") e in "tempo reale". In un network in tempo reale i computer sono continuamente collegati tra loro, pronti a scambiarsi informazioni se e quando serve. In un network "batch" i computer si chiamano a vicenda (in genere via telefono) ad intervalli regolari (magari una volta al giorno) e si scambiano tutto il traffico accumulato dall'ultima chiamata.

Entrambi i tipi di network sono importanti per noi in quanto mezzi per comunicazioni di movimento.

I network in tempo reale si possono anche dividere in due tipi - reti locali [LAN - Local Area Network] e reti geografiche [WAN - Wide Area Network]. Una rete locale si riferisce a computer situati nello stesso edificio o in edifici adiacenti collegati da cavi relativamente corti. Le reti geografiche invece coinvolgono computer troppo distanti tra loro per essere collegati con un normale cavo. Potrebbero essere dalla parte opposta della città o dalla parte opposta del pianeta. Internet è probabilmente la più conosciuta delle reti di questo tipo, che usano modem, linee dedicate, fibre ottiche, collegamenti satellitari e altri dispositivi per spedire dati su lunghe distanze.

I due principali tipi di network che ci interessano in questo contesto, in pratica, sono le reti Fido-compatibili (network "batch") e Internet (network in "tempo reale").

I network Fido-compatibili prendono il nome dalla più diffusa rete amatoriale di questo tipo (la rete Fidonet, appunto, diffusa in tutto il mondo con più di 30.000 nodi) e sono costituiti da un certo numero di BBS, che possono essere ovunque nel mondo, collegate da scambi regolari di messaggi su normali linee telefoniche. Ogni BBS, ad un'ora prefissata durante la notte, chiama un'altra BBS, la quale ne chiama un'altra a sua volta e così via; la rete è costituita appunto dall'insieme di questi scambi, che permettono di mettere in comunicazione tra loro gli utenti di una certa BBS con quelli di qualsiasi altra BBS magari dalla parte opposta del pianeta.

Internet consiste invece in migliaia di computer di tutte le forme e dimensioni, in tutto il mondo, collegati prevalentemente da linee dedicate (a volte ad altissima velocità) 24 ore al giorno. Ci sono anche molti computer collegati a Internet attraverso linee telefoniche normali in modo simile alle reti Fido-compatibili. Di tutto questo parleremo meglio più avanti.

Ovviamente avere un computer collegato permanentemente in rete costa molto di più che avere un computer che si collega solo una volta al giorno. E per questo motivo, sebbene accenneremo anche ai network in tempo reale, noi siamo più interessati a quest'ultimo tipo di reti (network "batch" o differiti).

NETWORK DI MOVIMENTO

Allora, cosa significa per noi tutto questo?

Uno degli scopi principali del movimento (e per molti di noi, uno degli scopi principali della nostra esistenza) è la comunicazione. Comunicazione di idee per cercare il cambiamento politico, comunicazione tra gruppi per condividere progetti e aiuti organizzativi, comunicazione tra individui per riunirsi in gruppi (o anche per continuare a rimanere individui, nonostante i gruppi) e comunicazione per aiutarci a conoscere altra gente nel mondo con i nostri stessi interessi e obiettivi.

I network telematici possono costituire un mezzo alternativo economico e semplice sia per la comunicazione interpersonale, sia per quella di massa. Effettivamente, c'è bisogno di un computer, un modem e una linea telefonica per partecipare, ma d'altra parte c'è anche bisogno di un televisore per guardare la TV, di una radio per sentire Radio Blackout, di un telefono per ricevere telefonate dagli amici - oppure niente di tutto questo se queste cose non vi interessano.

In ogni caso sarebbe bello rendere accessibili le reti di movimento anche a chi non possiede un computer. Questo può essere fatto mettendo in piedi terminali pubblici in centri sociali, centri di documentazione, librerie, eccetera. Ed eventualmente anche stampando parte del materiale e distribuendolo su carta.

Attraverso i network telematici possiamo automatizzare la diffusione delle notizie e delle informazioni in tutta la città, la nazione o in tutto il mondo: le reti se ne infischiano dei confini politici. Può essere fatto in modo relativamente poco costoso e può semplificare molte cose. Invece di scrivere un volantino, batterlo a macchina, fotocopiarlo o stamparlo e distribuirlo in giro - sarebbe molto più semplice se si potesse semplicemente batterlo al computer, premere un tasto e bang! non preoccuparsene più, domani sarà in tutto il mondo!

Ovviamente non è così semplice, le persone a cui volete far ricevere le informazioni potrebbero non avere ancora accesso al network. Ma in linea di principio è così: molte delle cose che adesso siamo costretti a comunicare in modi complicati - o che magari non riusciamo a comunicare affatto - potrebbero essere trasmesse attraverso le reti.

Ma una rete telematica può diventare molto di più di questo. Molte persone, anche tra quelle che le usano già, si ostinano a vedere nelle reti solo dei grossi megafoni per le proprie iniziative più o meno alternative e controculturali. In realtà gli strumenti telematici, oltre a costituire delle ottime agenzie di controinformazione per collettivi militanti tradizionali, possono dar vita a forme comunitarie del tutto nuove. Quando la vicinanza fisica non condiziona più la nostra possibile gamma di esperienze, anche le "istituzioni educative" come la famiglia, la parentela o la parrocchia (sia essa una parrocchia religiosa o "politica") possono ricevere dei duri colpi: chi "devia dalla retta via" può facilmente trovare in rete persone simili a lui e da loro ricevere gli stimoli per non lasciarsi omologare, molto più di quanto riuscirebbe a fare se si affidasse esclusivamente alla sua cerchia di conoscenze del mondo fisico (e questo è particolarmente vero per chi vive in piccoli luoghi di periferia).

Negli Stati Uniti ha fatto scalpore la notizia che molti gay adolescenti si trovino sulle reti telematiche per confidarsi e per discutere liberamente. Qualcuno ha fatto notare che ben un terzo dei suicidi adolescenziali avviene tra giovani gay - e che probabilmente nella comunicazione in rete pregiudizi e bigottume possono essere ben facilmente ignorati.

Capitolo 8: "un accampamento di guerriglieri ontologici"

UNA BBS DI MOVIMENTO

È stato detto che lo strumento più utile nella comunicazione informatica di movimento è la BBS. Una BBS è fondamentalmente un personal computer collegato ad una linea telefonica attraverso un modem. Il computer è acceso ventiquattro ore al giorno e la linea telefonica è costantemente pronta a ricevere chiamate da altri modem. Chiunque, in qualunque momento, può decidere di collegarsi alla sua BBS preferita: sebbene in genere ognuno tenda a chiamare le BBS più vicine al luogo di residenza (per ovvi motivi di costi telefonici), in alcuni casi chi si collega può anche chiamare dalla parte opposta del pianeta.

Ogni BBS offre ai suoi utenti una serie di servizi, ai quali si accede attraverso una serie di comandi una volta collegati. Dalla schermata principale della BBS (quella che vedete dopo aver completato le procedure di login e aver fornito il vostro nome e la vostra password) dovreste notare i comandi per accedere almeno alle due sezioni principali di ogni BBS: la zona files e la zona messaggi.

Nella prima troverete una grande quantità di files disponibili per il download (ricordate: nel mondo telematico download significa ricevere, dalla BBS al vostro computer; upload al contrario significa mandare, dal vostro computer a quello della BBS). Questi files sono divisi per aree tematiche, da una parte tutti i files riguardanti i programmi di grafica, dall'altra quelli riguardanti l'astronomia e così via. Con un particolare comando (che a seconda dei sistemi potrebbe suonare come 'lista files' o 'file titles' o qualcosa del genere) potete visualizzare tutti i files disponibili in una particolare area e decidere quindi se è il caso di prelevarne qualcuno.

Nella zona messaggi, invece, troverete una serie di conferenze elettroniche: aree di dibattito in cui ognuno è libero di leggere gli interventi degli altri e inserire a sua volta un messaggio con la sua opinione o i suoi consigli. Ogni conferenza in genere ha un tema, che può essere più o meno preciso: si va dalle ricette gastronomiche alle informazioni tecniche su un particolare sistema operativo.

Cosa c'entrano le ricette con il nostro discorso? Niente, ma potete anche riempire una BBS con file di testo contenenti i vostri argomenti preferiti, che diventano così disponibili per chiunque si colleghi. Potete usare la BBS come canale di accesso pubblico alla vostra rete di movimento - o perfino a Internet - permettendo ai vari attivisti di comunicare fra loro globalmente al costo di una telefonata urbana.

Chi chiama può leggere articoli, libri o altre produzioni online; oppure può trasferirli sul proprio computer e leggerli più tardi offline o stamparli. Si possono leggere e scrivere messaggi a proposito di azioni o eventi locali e internazionali. Si può prendere parte a discussioni con persone locali o di qualsiasi posto in cui il network arriva. Si può anche spedire posta elettronica personale a chiunque abbia a sua volta accesso alla stessa rete. Si può ricevere software da usare sul proprio computer. Se chi ha creato la BBS si interessa di queste cose, si può anche partecipare a giochi online.

Sarebbe tutto così bello - se solo computer e modem fossero un po' più diffusi. Sempre più persone stanno procurandosi il proprio personal computer ma per molti questa tecnologia è ancora psicologicamente e finanziariamente irraggiungibile. E ovviamente per la maggior parte della popolazione del cosiddetto Terzo Mondo non se ne parla neppure.

Come per molte altre cose, probabilmente, il vostro personal computer è destinato a trascorrere gran parte della sua vita spento e non utilizzato (a meno che non siate dei computer-maniaci che ci lavorano sopra 24 ore al giorno). Ma se trova il suo posto in uno spazio comunitario, dove un sacco di gente può avere accesso - e se è configurato in modo da non richiedere una laurea in fisica per utilizzarlo - potrebbe diventare una porta di accesso pubblico ad un mezzo di comunicazione di massa.

Ovviamente, non è necessario che la gente si avvicini a un computer per avere notizie e informazioni da una rete telematica internazionale. Ogni volta che leggete un quotidiano nazionale state ricevendo esattamente questo, benchè le reti delle agenzie di stampa ufficiali non siano affatto tra le più attendibili.

Un buon modo per usare le reti telematiche come agenzie di controinformazione potrebbe allora anche essere quello di usarle come mezzo di trasporto, per portare materiale all'interno del vostro programma di impaginazione elettronica. Con un minimo di lavoro il materiale raccolto dalla rete può essere editato, impaginato e stampato sottoforma di bollettini o riviste. Un settimanale internazionale di movimento, stampato localmente in tutto il mondo e con un collettivo editoriale internazionale è già una possibilità molto reale. Uno dei vantaggi che ci offre la comunicazione via computer è la possibilità di fronteggiare con poco impegno e spesa i grossi mass media occidentali. È già tutto disponibile e potrebbe essere fatto anche subito.

Ed ora, se questo è il "perché" delle BBS di movimento, che ne dite di iniziare a parlare del "come"?

COSA SERVE PER METTERE IN PIEDI UNA BBS

Fondamentalmente un personal computer, un modem, una linea telefonica, un po' di soldi, tanto tempo e tantissima pazienza.

Se avete letto la prima parte e l'avete capita e soprattutto se siete riusciti a configurare un modem e ad usarlo per chiamare una BBS, siete probabilmente quasi sufficientemente capaci di configurare e gestire la vostra propria BBS. Se invece non ci siete riusciti, forse siete comunque in grado di mettere in piedi una BBS, ma avete bisogno di un po' di aiuto (d'altra parte, tutti ne abbiamo bisogno). Se non ne siete definitivamente capaci (e probabilmente alcune persone non lo sono) conoscerete certamente qualcuno che lo è.

Il problema è: ne vale la pena?

In altre parole, prima di partire in quarta con l'idea di mettere in piedi una vostra propria BBS, chiedetevi se il gioco vale la candela. Vi troverete a passare le notti bestemmiando contro la solita piccola cosa che non funziona; avrete delle responsabilità morali nei confronti dei vostri utenti (se la BBS smette di funzionare, anche loro ne risentono); impiegherete tempo e soldi. Ci sono dei sysop che fanno tutto questo non tanto per un'effettiva volontà comunicativa, quanto per il potere che automaticamente acquisiscono sugli utenti della loro BBS (potere di concedere loro privilegi, di leggere la loro posta privata, o anche di sbatterli fuori dalla BBS se si comportano "male"). Anche se voi siete mossi dalle migliori intenzioni, provate a guardarvi intorno per vedere se per caso nella vostra zona esiste già una BBS che vi piace e con la quale potreste collaborare: in ogni BBS è prevista la figura di uno o più cosysop, che aiutano il sysop in moltissime cose. Se siete sulla stessa lunghezza d'onda è inutile sbattersi per creare una BBS "gemella" a poca distanza dalla prima: piuttosto, unite le forze e date il vostro contributo per migliorare ciò che già esiste, magari proponendo al sysop di creare delle sezioni specializzate sugli argomenti che vi interessano di più e che vi incaricherete di gestire personalmente.

Nonostante tutte queste osservazioni, può essere che rimaniate dell'idea che creare una nuova BBS sia comunque la soluzione migliore. Ci sono molti motivi per questo: magari vivete in un piccolo centro in cui non esiste ancora nulla in campo telematico. Oppure vivete in una metropoli in cui ci sono già da anni decine di BBS, ma non esiste ancora una BBS come quella che avete in mente.

In ogni caso, se siete davvero interessati a mettere in piedi una BBS la cosa migliore è iniziare a spendere il vostro tempo chiamando alcune delle BBS della vostra zona ed imparando ad usarle. Comincerete anche a farvi un'idea di come funzionano, e di come funzionano le reti. Chiedete più cose possibile... Alcuni utenti più esperti si divertono ad osservare i novellini, ma la maggior parte di loro sono più che disponibili a trasmettere quello che sanno a chiunque altro. Passate un po' di tempo guardando in giro e imparerete gran parte di quello che vi serve.

Se non vivete in una grande città può darsi che non abbiate accesso a BBS locali, e in tal caso sarà meglio cercare qualcuno che possa aiutarvi di persona. La faccenda è piuttosto complicata e quindi non ce la sentiamo di spacciare questo libro come una guida all'installazione di una BBS; ci limiteremo a dire due parole di base, visto che ovviamente non è possibile esporre tutto in poche righe e non è possibile anticipare tutte le centinaia di problemi che è possibile incontrare. Dovrete quindi comunque lavorarci sopra da soli mentre andate avanti.

Tutto il software dovrebbe essere provvisto di documentazione e manuali, (difficili da capire e pronti a dimenticarsi di dirvi le cose più importanti). La documentazione rimane comunque la cosa più importante da tenere presente quando dovrete configurare quel particolare software.

Se avete dato un'occhiata a un po' di BBS diverse, avrete notato che ci sono diversi software di gestione. Alcuni dei più usati sono: Remote Access, Maximus, SuperBBS eWaffle. Hanno tutti approcci un po' diversi ma fanno essenzialmente le stesse cose.

Le funzioni base che un software per BBS deve poter svolgere sono:

deve rispondere al telefono;

deve chiedere agli utenti il loro nome e la password in modo da poter controllare l'accesso alle diverse aree e servizi della BBS;

deve permettere agli utenti di leggere e scrivere messaggi in modo che possano comunicare tra loro;

deve permettere l'accesso a determinate aree file dove si può depositare materiale che deve essere reso pubblico;

deve permettere di trasferire files tra la BBS e il computer di chi chiama (in entrambe le direzioni);

dovrebbe permettere agli utenti di trasferire la posta dalla BBS al loro computer in modo che possano leggerla offline -- specialmente dove le telefonate costano di più; dovrebbe anche permettere di trasferire in seguito le risposte dal loro computer alla BBS;

dovrebbe permettervi l'installazione di software aggiuntivo in modo da poter offrire cose non previste dal programma di BBS standard. Gli "offline readers" (vedi oltre), se non sono già compresi nel software di BBS, possono essere una di queste cose;

dovrebbe permettere al vostro computer di chiamare automaticamente altre BBS in orari predeterminati per trasferire messaggi lungo la rete. Dovrebbe anche essere in grado di accettare chiamate da altri computer che fanno la stessa cosa. Quest'ultima cosa può anche non essere parte del programma principale: in molti casi viene svolta infatti da programmi specifici.

I pacchetti software per BBS elencati sopra sono in grado di fare tutto questo. Se così non fosse sarebbero inutilizzabili. La scelta di un pacchetto piuttosto che un altro è personale: come prestazioni grossomodo si equivalgono e quindi - se avete vicino una persona che vi può aiutare - la cosa migliore è quella di utilizzare il software che lei conosce meglio. Se invece dovete proprio fare tutto da soli, sappiate che i programmi più usati in Italia (e quindi quelli su cui è più facile ottenere informazioni ed aiuto) sono Maximus e Remote Access.

Capitolo 9: due parole in più sulle reti a basso costo

NETWORK BATCH

Ci sono due diversi protocolli usati per i network "batch": Fido e UUCP. Fido viene da Fidonet, la prima rete di BBS. UUCP significa "UNIX to UNIX Copy Protocol". UNIX è un sistema operativo che veniva usato originariamente su grossi computer [mainframes] ed oggi gira un po' dappertutto; UUCP è praticamente ciò che viene usato da UNIX per i network "batch".

Il termine "mainframes" si riferisce ai grandi computer che erano gli unici che c'erano negli anni '60. I minicomputer, come il pdp8 e il pdp11 iniziarono a comparire negli anni '70, mentre negli anni '80 sono comparsi i micro (cioè i nostri personal computer), che hanno rivoluzionato tutto il mondo informatico. Ovviamente ci sono ancora un sacco di mainframes e minicomputer in giro per il mondo.

Ci sono due fondamentali differenze tra Fido e UUCP. Per prima cosa, il protocollo usato dai computer per scambiare i dati è diverso. In secondo luogo è diverso anche il metodo di indirizzamento, cioè il modo in cui ogni rete identifica ciascuno dei suoi nodi.

Fido usa per ogni nodo indirizzi numerici, qualcosa come: 2:333/412, mentre UUCP usa soprattutto indirizzi alfabetici (come Internet), ad esempio:

will@byteback.apana.org.au

I due sistemi sono fondamentalmente incompatibili. Alcuni programmi si occupano di instaurare dei collegamenti tra sistemi dei due tipi, ma sono scomodi (bisogna sempre specificare i due indirizzi, quello Fido e quello UUCP) e poco usati.

Ogni tipo di indirizzo, se si è in grado di leggerlo adeguatamente, offre una serie di informazioni sulla natura e la collocazione fisica del nodo (BBS) che indica: nel primo caso il 2: ci dice che il nodo è in Europa; il 333 indica che è collocato nel Triveneto, e il 412 è l'identificativo finale del nodo.

Nel secondo caso, il .au alla fine ci dice che è in australia. Il .org ci dice che il network è parte di un'organizzazione non-profit. .apana ci dice che è parte dell' Australian Public Access Network Association; naturalmente non è strettamente necessario conoscere quest'ultima sigla, ma tutto il resto segue delle linee ragionevolmente comprensibili.

Queste regole non sono necessariamente valide in tutti i casi: ci sono centinaia di reti che usano protocolli Fido e che tuttavia non sono connesse a Fidonet e che quindi usano criteri di indirizzamento molto più elastici e caotici, pur mantenendo una sintassi simile a quella che abbiamo visto. Questo accade anche per le reti basate su protocolli UUCP.

Beh: così sembra un po' confuso. E in effetti lo è. Gli indirizzi e i protocolli di rete possono essere uno degli aspetti più complicati con cui avrete a che fare. Quanto siano complicati dipende in fondo anche dalla grandezza della rete su cui state comunicando. Sappiate comunque che in Italia quasi tutte le reti amatoriali usano protocolli Fido-compatibili; fate anche attenzione a non confondere la rete Fidonet con il protocollo Fido: come abbiamo appena detto, ci sono molte reti che usano protocolli Fido per scambiarsi la posta (e vengono chiamate per questo anche "reti Fidotech" oppure "reti FTN"; Cybernet e ECN sono dei buoni esempi), ma non fanno tuttavia parte della rete Fidonet.

Molta di questa confusione probabilmente tenderà a scomparire nel prossimo futuro: il processo in corso è infatti quello di una progressiva unificazione delle varie reti che fino ad ora sono andate avanti comunicando poco o pochissimo tra di loro.

DALLA SINGOLA BBS ALLA RETE

In qualsiasi maniera si finisca per farlo, si finirà comunque per configurare il proprio sistema in maniera sostanzialmente simile. Assumiamo in primo luogo che abbiate già messo in piedi una vostra BBS e la vogliate ora collegare con una rete già esistente, piuttosto che vogliate creare voi stessi una nuova rete partendo da zero.

La prima cosa da fare è trovare un punto di ingresso a scelta nella rete e contattare chi lo gestisce per mettersi d'accordo sulle modalità dei vostri futuri collegamenti quotidiani. Tali modalità possono variare da rete a rete: alcune reti pongono condizioni più rigide di altre (ad esempio, vietano l'uso degli pseudonimi o della crittografia), ma se scegliete reti libertarie come Cybernet o ECN non dovreste avere nessun problema a farvi accogliere. Questo punto di ingresso sarà quello che si chiama il vostro uplink. Con le reti Fido sarà probabilmente il nodo (cioè la BBS) più vicino a voi, possibilmente nella stessa città - oppure il nodo più vicino in un'altra città, che possa gestire il traffico da e per la vostra BBS. Questo può significare una chiamata interurbana (in genere di notte e quindi nelle ore di tariffa ridotta) tra il computer della vostra BBS e quello del vostro uplink.

Con i protocolli UUCP, la rete può essere configurata esattamente nella stessa maniera, cioè con un collegamento diretto tra i due nodi della rete. Però una via più pratica (e meno costosa) per fare il tutto sarebbe collegarsi ad un fornitore UUCP in un sito Internet nella vostra area di chiamata urbana. La vostra BBS chiamerà il sito UUCP regolarmente (almeno una volta al giorno), passerà tutta la posta in uscita per il vostro uplink e prenderà tutta la posta in entrata. Dopodiché sarà il computer Internet che manderà automaticamente la posta dove è destinata. A questo punto tutte le altre BBS della rete, in qualsiasi parte del mondo, possono chiamare il proprio fornitore UUCP locale e prendere la posta mandata da voi - e tutta la restante posta per loro. Questo modo di gestire il traffico di rete risulterebbe abbastanza economico, ma non è molto praticato se non all'estero; collegarsi con un fornitore UUCP può essere molto facile e poco costoso - oppure può essere difficile e costoso: dipende da dove abitate, ed in Italia UUCP non è ancora molto accessibile. In alcuni casi può essere che dobbiate chiamare in interurbana il più vicino fornitore UUCP - il che risulterà probabilmente più costoso che usare un protocollo Fido, poiché UUCP pare essere più lento.

Non è possibile fornire molte informazioni precise su come trovare un fornitore UUCP poiché le offerte variano molto da posto a posto. La prima cosa da fare è guardarsi intorno e cercare reti non-profit di qualsiasi genere; utilizzare fornitori commerciali non è in genere molto economico - ma può essere che non abbiate altra scelta. In appendice trovate comunque un elenco di fornitori di servizi Internet: la maggior parte di questi è anche in grado di assicurarvi un semplice accesso con protocollo UUCP.

Una volta che abbiate deciso a quale rete collegarvi e a quale dei suoi nodi appoggiarvi, dovrete configurare la vostra BBS in modo che chiami [poll] automaticamente il nodo (uplink) prescelto. Fare un poll significa chiamare e scambiare i dati che viaggiano lungo la rete: voi spedite i messaggi scritti dal vostro nodo (scritti cioè da voi stessi o da qualche altro utente della vostra BBS) e in cambio ricevete i messaggi scritti da tutti gli altri nodi della rete. Tutto questo avviene in modo automatico, mentre voi ve ne state tranquilli a dormire.

Sia il software della vostra BBS, sia il vostro mailer (ad esempio Front Door, Binkley, D'bridge eccetera) avranno un elenco programmato [scheduler] (che in Front Door si chiama [event manager]) con il quale potrete stabilire di fare determinate cose ad una determinata ora. Dovete stabilire un orario di chiamata (o, meglio, più di un orario di chiamata) al vostro uplink e quindi scrivere sul vostro scheduler di chiamare a quell'ora.

Non ci addentreremo negli aspetti tecnici del poll, poiché non sono solo molto complicati, ma anche piuttosto diversi da sistema a sistema. Comunque, questa è una cosa che dovrete fare vostra leggendo la documentazione del vostro software. Non dimenticate che il vostro uplink avrà esperienza nel far funzionare queste cose e dovrebbe essere felice di aiutarvi quando siete in difficoltà. E non fatevi buttare giù se non funziona tutto immediatamente: una volta capito il concetto iniziale le cose si rivelano tutto sommato abbastanza comprensibili.

Una cosa che va detta è che se state per configurare una BBS secondo i protocolli Fido, vi serviranno almeno tre diversi pacchetti di software: la BBS vera e propria (per esempio Superbbs, Maximus, Remote Access), che fa le cose descritte nel capitolo precedente, un mailer (per esempio Front Door, D'bridge, Binkley), che risponde al telefono, gestisce gli eventi e fa il poll; e un mail processor (per esempio Fmail, Imail, Fastecho), che ordina la posta in entrata e in uscita e si assicura che finisca alla giusta destinazione. Infine, vi servirà anche un piccolo programmino chiamato FOSSIL (per esempio BNU o X00) per controllare la gestione della porta seriale.

Con Waffle (il software UUCP per BBS più conosciuto) tutte queste funzioni sono espletate dallo stesso pacchetto.

OFF-LINE READER

Avete presente quelle attese di ore perché si liberi il numero della BBS che state chiamando, continuamente occupato da qualcun altro? In parte si possono ridurre, imparando a leggere e scrivere la posta off-line invece che on-line...

Utilizzando un off-line mail reader chiamate la vostra BBS solo pochi minuti al giorno: il tempo di downloadare direttamente sul vostro computer la posta quotidiana. Il sistema resta libero più a lungo e le risorse possono essere condivise da un numero pressoché illimitato di utenti. In più, potete leggere con comodo la posta a casa vostra, senza l'angoscia del contascatti della Telecom a qualunque ora del giorno.

Come funziona esattamente l'off line mail reader?

In primo luogo assicuratevi che la vostra BBS ne permetta l'utilizzo. Dovreste trovare nelle aree messaggi qualcosa che suoni come "Off-line mail reader" o "Bluewave": questa è la off-line mail door, cioè il programma della BBS che smista e tiene il conto della posta. Se non c'è nulla del genere, postate un messaggio al vostro sysop e chiedete se c'è o se pensa di installarlo.

In secondo luogo dovete munirvi voi del programma necessario. Ce ne sono in circolazione moltissimi ed in genere li trovate su tutte le BBS nelle aree files che trattano software di comunicazione: tra i più diffusi Bluewave, OLX, Silver XPress.

In genere conviene usare il medesimo programma che utilizza la vostra BBS - ma nulla vieta di usarne altri, anche se può esserci qualche incompatibilità con il formato usato. Un ottimo programma comunque è Bluewave, che permette di leggere e scrivere sia nel suo formato originale, sia nel formato QWK, molto diffuso tra le tante BBS che usano Maximus come software di gestione. Infine avrete bisogno di un compattatore/scompattatore (come arj, pkzip/pkunzip, lharc) e di un editor per scrivere i messaggi, che può essere anche solo l'edit del DOS.

Una volta che avete portato a casa il vostro programma spacchettatelo ed installatelo seguendo le istruzioni accluse. Chiamate la BBS e scegliete (dal menù di configurazione dell'off-line mail door) le aree che desiderate ricevere con regolarità; in seguito, ogni volta che vi collegherete, la BBS vi invierà in un unico pacchetto tutti i nuovi messaggi presenti in queste aree dall'ultima volta che vi siete collegati. Alcuni programmi permettono di selezionare le aree anche da casa, ma dovete comunque aver già preso almeno un pacchetto di posta. Seguite le istruzioni per downloadare il primo pacchetto, uscite dalla BBS e mettevi comodi a leggere i messaggi della giornata. Rispondete tranquillamente. Il programma creerà un unico pacchettino con tutte le vostre risposte che dovrete uploadare in BBS la prossima volta che chiamate. Fate attenzione a non confondere upload e download dei normali files con upload e download dei pacchetti di posta! Non scoraggiatevi se insorge qualche difficoltà o se non riuscite a configurare bene il tutto. Potete sempre scrivere una serie di messaggi on-line in cui chiedete spiegazioni ed aiuto agli altri utenti della BBS.

Anche se magari ci avete perso qualche pomeriggio, alla fine ne avrete tratto molti vantaggi. Il lavoro che prima vi costava ore di collegamento si è ridotto a pochi minuti: il tempo a disposizione per leggere con tranquillità i messaggi è aumentato senza andare a scapito dell'intero sistema e degli altri utenti. Le vostre risposte sono più meditate e meglio scritte. E probabilmente vi sarete fatti prendere dalla febbre delle taglines.

IL POINT

Per chi vuole partecipare regolarmente alla comunicazione in rete, una buona soluzione può essere costituita da un point. Un point è una cosa a livello intermedio tra la gestione diretta di una BBS (che richiede molto tempo, soldi e capacità tecniche), e la lettura dei messaggi tramite un off-line reader (che può non soddisfare tutti per una serie di motivi). In pratica il point è un piccolo sistema telematico, con un proprio indirizzo di rete, usato generalmente da un solo utente (per più utenti risulta tutto sommato più utile fare lo sforzo di configurare una BBS vera e propria). Il point chiama la propria BBS-madre [boss] per ricevere il proprio pacchetto di posta. Il boss sa già a quali conferenze elettroniche è interessato ognuno dei suoi point; in questo modo può preparare in anticipo i pacchetti di posta, cosicché quando il point si collega tutto è già pronto per essere trasmesso. Le connessioni tra point e boss durano molto poco (praticamente solo il tempo di trasferire il proprio pacchetto di posta) mentre usando un off-line reader è necessario perdere sempre qualche secondo navigando tra i menu della BBS. Per questo motivo un point è anche la soluzione ideale per chi chiama regolarmente una BBS lontana dal luogo in cui abita, pagando quindi ogni volta la tariffa interurbana.

Avere un point presenta anche altri vantaggi: ad esempio, i vecchi messaggi delle varie conferenze vengono conservati tutti assieme e non in molti piccoli pacchetti come quelli scaricati con un off-line reader; in altre parole un point ha una propria base messaggi, del tutto simile a quella che potete trovare collegandovi direttamente ad una BBS. Appositi programmi provvedono alla manutenzione della base messaggi, cancellando i messaggi più vecchi e liberando così spazio sul disco fisso, in base ai parametri fissati da voi. Avere una base messaggi personale permette per esempio di trovare rapidamente quel vecchio messaggio che si ricorda di aver letto giorni fa, e che improvvisamente avete bisogno di rileggere per qualche motivo.

Se sapete che un particolare file (software o documentazione) non è presente sulla BBS a cui vi collegate di solito, ma è disponibile su un'altra BBS, magari anche questa lontana e raggiungibile in interurbana, avere un point vi permetterà di fare un file request, cioè di ricevere quel particolare file in modo semplice e veloce. Anche qui, non sarà più necessario collegarsi alla BBS come un normale utente, compiere le normali (e lente) procedure di registrazione e perdere tempo cercando di capire alla svelta come funzionano i vari menu (ogni BBS è leggermente diversa dalle altre), fino a trovare (forse) il file che state cercando. Facendo un file request vi collegherete direttamente alla BBS e riceverete il file immediatamente, rimanendo online solo pochi secondi in più del tempo necessario per trasmettere fisicamente il file via modem.

Se tutto questo vi sembra molto bello, sappiate però che tre quarti del software necessario per configurare un point è lo stesso che serve per mettere in piedi una BBS vera e propria, e quindi la cosa non è proprio semplicissima da un punto di vista tecnico. In particolare, vi serviranno anche qui almeno un fossil, un mailer, un mail processor e un editor per scrivere i messaggi offline (che è un software diverso dai normali off-line readers). Dovrete inoltre accordarvi direttamente e preventivamente con il sysop della BBS di cui volete diventare point, affinché anche lui sulla BBS compia le procedure necessarie per potervi riconoscere durante la procedura di connessione [handshake].

Per chi usa la rete spesso vale comunque la pena sbattersi un po' per riuscire a far funzionare un proprio point, perché oltre a farvi risparmiare sugli scatti ed a rendervi poi la vita più semplice, l'uso del point permette anche di non tenere occupata la linea a lungo e quindi consentire anche ad altri utenti di collegarsi alla BBS.

Capitolo 10: la madre di tutte le reti

INTERNET

Internet è una rete internazionale in tempo reale. Nei fatti è una rete di reti, il che significa che ci sono molte reti più piccole, di base ed autonome che sono collegate insieme con dei protocolli specifici (chiamati TCP/IP) così da costruire la rete intera. L'Internet originale era - o è - una particolare rete all'interno di questa mischia ma ad ogni modo il suo nome è divenuto quello che designa il tutto.

Il progetto originario di Internet è nato negli anni '70, nell'ambito di una serie di studi compiuti dal DARPA (Defence Advanced Research Project Agency), il Dipartimento della Difesa statunitense. Il loro problema da risolvere era la costruzione di un'infrastruttura comunicativa che potesse resistere ad un attacco nucleare sovietico - erano ancora gli anni della guerra fredda; si pensò così ad una rete che fosse il più possibile decentrata, di modo che un'eventuale distruzione di uno qualsiasi dei suoi nodi, o di un gruppo di nodi, non avesse mai potuto significare il blocco dell'intera rete.

La cosa riuscì anche troppo bene: il decentramento significò ben presto anche l'impossibilità di avere un controllo totale su ciò che transitava in rete e quindi i militari migrarono in pochi anni su una loro rete riservata. Da allora Internet si è espansa in tutto il mondo ed è diventata sempre più caotica: all'inizio gestita quasi esclusivamente dalle università, negli anni '90 è diventata anche dominio di imprese commerciali di tutti i tipi. Nel suo complesso la rete non ha padroni se non quelli delle singole macchine di cui è composta (nel 1994 erano collegati a Internet circa tre milioni e mezzo di computer) e non ha leggi che possano essere fatte rispettare, se non quelle dei singoli stati da cui la gente si collega. È stata definita per questo una rete anarchica: noi non crediamo che le cose stiano davvero così - dopotutto gran parte delle sue componenti fisiche (macchine, cavi, satelliti) sono di proprietà statale oppure di poche grosse compagnie private. Crediamo piuttosto che, nell'indescrivibile caos dell'Internet attuale, sia possibile creare delle piccole zone "liberate" in cui coltivare liberamente i propri interessi e portare avanti pratiche alternative e controinformative. In Appendice trovate un elenco di contatti utili su Internet: dateci un'occhiata per farvi un'idea di che razza di gente potete trovare...

I SERVIZI DI RETE

Parlando in generale, chiunque abbia accesso ad Internet dovrebbe avere un adeguato indirizzo di rete. Questo ha in genere la forma: <username>@<domain>, dove <username> è una parola senza spazi che può essere il nome proprio (per esempio paola), un nome composto (per esempio sen.cheong), una stringa qualsiasi (brisanarch) o qualsiasi altra cosa. Il <domain> dell'indirizzo identifica il particolare computer sul quale l'utente ha accesso [account] e che potrebbe essere qualcosa come murder.killnet.it - questo tipo di indirizzo è stato spiegato brevemente nel capitolo sesto a proposito degli indirizzi UUCP.

Così chiunque abbia accesso ad Internet dovrebbe essere in grado di mandare posta a chiunque altro titolare di un indirizzo Internet. Non c'è bisogno di cercare in giro: basta mettere l'indirizzo di rete del destinatario nel messaggio e spedirlo, e questo auto-magicamente troverà la strada per andare nel posto giusto. Gli indirizzi di rete sono anche chiamati comunemente indirizzi di e-mail e sono quegli indirizzi di cui si parlava prima. E-mail significa electronic mail (posta elettronica) - che vuol dire semplicemente un messaggio mandato attraverso un sistema di computer o una rete.

La e-mail - posta elettronica privata da un utente ad un altro singolo utente - è probabilmente il servizio disponibile su Internet più utilizzato in assoluto, ma ce ne sono almeno un paio di altri che è importante conoscere e a cui è meglio accennare subito: FTP e i newsgroups.

FTP sta per "File Transfer Protocol" ed è un servizio che vi permette di prendere files da qualsiasi parte del mondo in maniera molto facile e molto simile a ciò che avviene sulle normali BBS. Un numero enorme di macchine su Internet ha delle aree pubbliche di files e permette a chiunque di prenderne una copia usando il protocollo FTP. Tra i milioni di files disponibili (software di tutti i tipi, archivi di immagini, testi di canzoni, leggi e documenti ufficiali, libri, articoli, riviste e fanzine, eccetera) l'unico problema è quello di scegliere ciò che realmente ci interessa.

Se avete accesso a FTP avete un massiccio archivio internazionale a portata di tastiera. C'è ogni sorta di materiale su qualsiasi argomento possiate immaginare, pronto per essere preso. Trovare dove sia, naturalmente, è un'altra storia - a cui però esistono delle soluzioni: lo leggerete nelle prossime pagine.

I newsgroups sono aree messaggi pubbliche e diffuse in tutta la rete. Quasi ogni area ha un suo argomento particolare [topic] e gli altri utenti non apprezzeranno troppo se nella discussione vi allontanate troppo da questo. Tutti i messaggi scritti in ogni newsgroup sono leggibili da chiunque e potete anche voi postare i vostri messaggi affinché tutti gli altri li leggano. Queste aree sono di fatto molto simili alle aree messaggi delle reti Fido-compatibili (descritte nelle pagine precedenti). Ci sono migliaia di newsgroups (è impossibile contarli perché molti nascono e muoiono nel giro di pochi giorni), alcuni dei quali specifici su temi piuttosto "curiosi" - come il newsgroup alt.sex.bestialities, il cui argomento è proprio quello che il nome lascia immaginare... In Appendice, nella lista di contatti utili su Internet, trovate anche i nomi di alcuni newsgroups tra i più interessanti.

Un altro servizio Internet molto utilizzato è chiamato telnet. Telnet è un protocollo che vi permette di entrare in qualsiasi computer della rete sul quale abbiate un account - o che permetta accessi pubblici. È più o meno come collegarsi ad una BBS via telefono, ma vi costa solo la chiamata al vostro punto di ingresso in Internet; se questo è nella vostra città, potrete collegarvi ad un computer al Polo Nord al costo di una telefonata urbana e percorrendo tutto il tragitto attraverso Internet. Poiché però il vostro input e le risposte del computer che chiamate (chiamato "computer remoto") passano attraverso molti altri computer e indefiniti chilometri di cavo, tutto questo può diventare un processo estremamente lento. L'utilizzo principale di questo servizio è connettersi con il vostro usuale computer Internet quando siete in viaggio o altro, oppure connettervi a altri servizi Internet accessibili attraverso - appunto - il protocollo telnet (per esempio archie, spiegato più avanti).

Di fatto non è possibile spiegare dettagliatamente come si accede a questi servizi e come si usano, poiché ci sono molti software diversi per accedervi e gli stessi computer collegati a Internet sono differenti tra loro. Ad ogni modo potete ottenere queste informazioni dalle persone che gestiscono il sistema o da altre persone che usano lo stesso sistema, o ancora da una delle tante "guide ad Internet" specializzate che vengono pubblicate ogni giorno.

Tenete però sempre presente che ci sono molti software diversi che fanno la stessa cosa: se quello che state usando per scrivere e leggere la posta o per accedere alle newsgroups vi sembra incredibilmente complicato, è molto probabile che sia disponibile qualche altro software di più facile utilizzo. Chiedete sempre all'amministratore di sistema per avere maggiori informa-zioni.

FTP: FILE TRANSFER PROTOCOL

Come dicevamo prima, con FTP potete prendere files da qualsiasi parte nel mondo con pochissimo fastidio. Ci sono cose davvero interessanti in giro, per esempio l'archivio di SPUNK Press sulla letteratura anarchica, che si trova su questo indirizzo Internet:

etext.archive.umich.edu

nella directory:

/pub/Politics/Spunk

(attenti alle lettere maiuscole! I computer su Internet usano prevalentemente il sistema operativo UNIX, che fa differenza tra caratteri maiuscoli e minuscoli. Utilizzateli correttamente o non verrete a capo di niente!)

Dunque: l'indirizzo dell'archivio... vediamo di spiegarlo un po' meglio.

Etext è il nome del computer su cui effettivamente si trova l'archivio. Questo è (presumibilmente) connesso con un computer chiamato archive nell'università del Michigan (umich) e sta sotto il domain edu (education). In questo tipo di indirizzo, se escludiamo l'indicazione umich, non c'è nulla che indichi il paese in cui si trovi. Spesso questo significa che ci troviamo negli Stati Uniti (naturalmente! dove altrimenti?!).

Nella subdirectory Spunk ci sono molte altre subdirectory contenenti tutti i files di testo. È facile muoversi tra le subdirectory con FTP in modo simile al DOS, usando il comando:

cd <dirname>

dove <dirname> è il nome della directory in cui si vuole andare.

Un esempio di una sessione FTP per prelevare il catalogo di SPUNK Press è il seguente:

In primo luogo - dopo esservi collegati con il vostro computer Internet - digitate

ftp

per far partire il programma FTP, quindi digitate:

open etext.archive.umich.edu

Il che fa sì che FTP vi connetta a quello specifico computer. Dopodiché, una volta che abbiate avuto una risposta dal computer etext che vi indichi che siete connessi,alla richiesta di login digitate:

anonymous

e come password inserite il vostro indirizzo di rete da cui vi state collegando. Con questo state dicendo al computer remoto che non avete nessun account personale su quel computer e che volete semplicemente prelevare qualcosa a disposizione di tutti.

Quindi cambiate directory con il comando

cd pub/Politics/Spunk

quando il computer remoto vi conferma di aver eseguito questo comando (a volte le risposte impiegano un po' di tempo ad arrivare - spesso devono viaggiare per migliaia di chilometri) potete battere:

dir

e questo, come nel DOS, farà scorrere una lista di tutti i files presenti nella directory /Spunk. Vi aiuterà ad avere un'idea di quali subdirectoy ci sono e di dove spostarvi. A questo punto digitate:

cd contents

e quindi nuovamente: dir

questo vi mostrerà cosa c'è in quella subdirectoy, ma voi non avete ancora prelevato il file. Per farlo scrivete:

get Catalog.txt

FTP copierà il file contenente il catalogo nella vostra directory [home directory] sul computer da cui avete accesso ad Internet. A questo punto potete battere:

quit

per chiudere la vostra sessione FTP ed abbattere il collegamento con il computer etext.

I computer collegati a Internet come quello che abbiamo appena visitato, cioè i computer che accettano collegamenti da utenti sconosciuti (o anonimi) e mettono a loro disposizione un archivio di materiale disponibile per il download, si chiamano anonymous FTP sites.

ARCHIE: COME TROVARE QUELLO CHE CI INTERESSA

Ci sono milioni di file disponibili su migliaia di computer Internet in giro per il mondo. Molti di questi probabilmente vi servono (per esempio un certo software) o vi interesserebbero (ad esempio alcuni file di testo), ma trovare dove sono è molto più complesso che prenderli una volta che li avete trovati.

Archie è un servizio fornito da pochi computer sparsi un po' dappertutto su Internet. Tutti i sites pubblici di FTP (altro nome con cui sono conosciuti gli anonymous FTP sites) inviano regolarmente una lista di tutti i loro files sui server archie. Voi potete chiedere ad archie di cercare in queste liste e dirvi se trova il file che vi interessa o qualcosa di simile: in questo modo archie si può considerare come un "archivio di archivi".

Per usare un server archie, conviene accedere tramite telnet al vostro sito archie più vicino, per occupare le linee internazionali il meno possibile ed avere una maggiore velocità di risposta. Ce ne sono alcune decine nel mondo; in Italia per esempio c'è:

archie.unipi.it

ma ce ne sono anche altri; spesso su ognuno di questi trovate facilmente altri indirizzi. Il comando da dare nel nostro caso è:

telnet archie.unipi.it

alla richiesta di login battete

archie

e a questo punto seguite le istruzioni che vi vengono date una volta che sarete connessi. Per usufruire dei servizi di archie c'è una serie di comandi da utilizzare. Tra questi il più importante è:

prog <string>

dove <string> è il nome del file che desiderate trovare o una sua parte. Ci vorrà un po' di tempo perché archie cerchi nelle sue liste, ma alla fine otterrete un elenco (in genere piuttosto lungo) di luoghi in cui potrete trovare ciò che state cercando. Archie vi dirà l'indirizzo del computer a cui collegarvi tramite FTP, oltre alla directory in cui è contenuto il file che cercate. A questo punto avrete tutte le informazioni necessarie per ripetere i passaggi indicati nel paragrafo precedente.

Potete anche accedere ad archie via e-mail. Mandate un messaggio a archie@archie.unipi.it con scritto <help> nel corpo del messaggio e vi tornerà in breve un messaggio con una lista dei comandi disponibili.

IL WORLD WIDE WEB E IL CIBERSPAZIO GLOBALE

L'indirizzo di FTP utilizzato prima si può anche scrivere in questo modo:

ftp://etext.archive.umich.edu/pub/Politics/Spunk/contents

ed in questa forma è meglio noto come URL. URL significa Uniform Resource Locator ed è un indirizzo Internet con un formato particolare.

La primissima parte: ftp:// mostra che è l'indirizzo di un file o di una directory disponibili in FTP.

Gli URLs sono un modo standard per far riferimento a diverse risorse su qualsiasi computer di Internet. Ad esempio, un altro tipo di URL che probabilmente troverete è http:// per indicare un indirizzo del World Wide Web (WWW). Gli URLs sono nati anche proprio per agevolare il lavoro del WWW: quest'ultimo è un modo del tutto nuovo per accedere a Internet e alle sue risorse.

Finora abbiamo dovuto fare i conti con comandi difficili e indirizzi strani; il WWW invece offre finalmente un'interfaccia semplice ed intuitiva per navigare in rete. La ricerca di quello che ci interessa avviene in modo ipertestuale: un ipertesto è una serie di nessi logici tra argomenti affini tra loro.

Facciamo un esempio concreto: supponiamo di cercare qualcosa relativo alla storia del femminismo; forse abbiamo già in mente un documento preciso, o forse vogliamo solo avere una panoramica sull'argomento in modo da poter orientare meglio le idee su un progetto che abbiamo in mente. Con gli strumenti visti finora (FTP, Telnet) dobbiamo già essere a conoscenza di un indirizzo preciso a cui collegarsi per dare un'occhiata. Con il WWW invece basta connettersi con uno dei molti search engines sparsi per il mondo (servers che mantengono un archivio tematico delle risorse in rete), fornire la nostra chiave di ricerca (in questo caso qualcosa come 'feminism') ed attendere di essere catapultati direttamente al punto di partenza della nostra ricerca. Qui possiamo già trovare quello che fa per noi, oppure cose impreviste ma altrettanto interessanti sul tema. Oppure ancora, e questa è forse la cosa più importante di tutte, possiamo trovare una serie di links ipertestuali che "puntano" ad altri computer in tutto il mondo che offrono a loro volta informazioni in qualche modo attinenti a ciò che ci interessa.

Semplicemente premendo un tasto attiviamo il link voluto, e da un computer negli Stati Uniti ci troviamo subito dopo collegati con un computer in Giappone. Il passaggio da un computer all'altro avviene in modo "trasparente", cioè in pratica senza nemmeno che noi ce ne accorgiamo o che dobbiamo preoccuparci di fare qualcosa di particolare. Una volta in Giappone, naturalmente, possiamo trovare ancora altri links che puntano ad ulteriori risorse, e così via.

Questa è ciò che viene chiamata appunto navigazione ipertestuale: non siamo più vincolati ad un'esposizione lineare delle informazioni, non esiste più un "principio" ed una "fine" (come la prima e l'ultima pagina di un libro) e non siamo più tenuti a seguire il filo conduttore voluto da qualcun altro. Al contrario, siamo noi a scegliere il punto da cui partire e a decidere in seguito se è il caso di continuare ad andare nella stessa direzione (approfondendo la ricerca di un singolo argomento) oppure se deviare lungo la strada verso qualcosa che nel frattempo ha attirato la nostra attenzione: per esempio, partendo dalla storia del femminismo possiamo finire in un posto che tratta del ruolo delle donne nel movimento operaio, e da lì deviare ancora verso la rivoluzione industriale, poi verso le innovazioni tecnologiche, poi verso i mass media, e così via, all'infinito.

Per navigare nello spazio ipertestuale del WWW è necessario avere del software apposito; i programmi più avanzati (Mosaic, Netscape, Web Explorer) funzionano esclusivamente con sistemi operativi di tipo grafico (Windows, X-Windows, MacIntosh, OS/2) e richiedono un computer sufficientemente potente. In cambio però offrono anche la possibilità di navigare in un mondo multimediale. Ciò significa non avere più a che fare soltanto con documenti scritti, ma anche con immagini, fotografie, disegni, musica, animazioni. Multimedia vuol dire appunto riuscire a gestire molti mezzi di comunicazione diversi con un unico strumento. Con un software come Mosaic sul vostro computer ed una buona connessione a Internet, con un semplice click del mouse potete spostarvi da una parte all'altra del pianeta, clickando qui e là per ricevere, per esempio, foto e frammenti musicali del vostro gruppo hardcore preferito (beh, in realtà non c'è nulla di più probabile che il vostro gruppo hardcore preferito non abbia ancora mai sentito parlare del WWW, e quindi non gliene freghi ancora niente di mettere la propria musica in rete; in questo caso aspettate qualche mese, e vedrete che le cose cambieranno).

Per usufruire del WWW, oltre al software (che si trova facilmente in giro gratis) vi serve una particolare modalità di connessione a Internet; tale modalità, chiamata anche "full Internet" si serve di protocolli di comunicazione speciali (SLIP o PPP) per mettere in rete il vostro personal computer come se fosse un qualsiasi altro nodo di Internet. A parte le complicazioni tecniche per i settaggi iniziali (superabili con un minimo di esperienza), il vero problema può derivare dal fatto che in Italia tale modalità di connessione è ancora poco diffusa, e anche dove esiste viene in genere fatta pagare più di una connessione normale. In ogni caso in appendice trovate un elenco di fornitori italiani di connettività Internet, con specificati i prezzi indicativi per le connessioni tipo SLIP.

Se proprio non riuscite ad avere una connessione "full Internet", sappiate che esiste un'ultima possibilità: se avete almeno un account da utente normale su una macchina UNIX collegata a Internet, un apposito programmino potrebbe permettervi di simulare una connessione SLIP. Tale programma si chiama TERM, non è così veloce come una vera connessione SLIP, ma pare che funzioni abbastanza bene. Non è molto conosciuto, ed in genere i responsabili ufficiali del sistema su cui vi collegate non saranno molto contenti se vi scoprono ad usarlo, ma la cosa è perfettamente legale. D'altra parte, per installarlo serve una certa esperienza su UNIX e quindi in caso di bisogno dovrete trovare qualcuno che vi dia una mano. In ogni caso è utile sapere che esiste.

OK, MA COME CI ARRIVO?

Beh, è molto bello tutto questo parlare su cosa si può fare su Internet, ma ancora non abbiamo detto come accedervi...

In Italia - dove non sono ancora molto sviluppate le reti non-profit collegate stabilmente a Internet - esistono sostanzialmente due modi principali per arrivarci: comprando l'accesso da un fornitore (provider) privato, oppure accedervi tramite qualche università. Molte facoltà universitarie assicurano agli studenti l'accesso alla rete per svolgere ricerche e preparare tesi ed elaborati - e se siete iscritti questo può essere senz'altro il modo più semplice ed economico. Per quanto riguarda i fornitori privati, date un'occhiata alla lista in Appendice e provate a contattarne qualcuno direttamente: spesso prezzi e condizioni variano anche da un mese all'altro.

Tenete comunque presente che esistono due tecniche ben distinte di accesso a Internet: l'accesso "in shell" e quello "full Internet"; quest'ultimo (che viene anche indicato come "accesso SLIP" o "PPP"), come abbiamo visto prima, è quello necessario per accedere ai servizi più sofisticati come il WWW. In quest'ultimo caso è il vostro computer personale ad essere direttamente connesso alla rete e dunque dovrete procurarvi ed installare tutto il software necessario (ad esempio i programmi per utilizzare FTP e Telnet). L'accesso "in shell", invece, è più semplice e di solito anche più economico, ma richiede qualche ulteriore parola di spiegazione per evitare di confondervi troppo le idee.

Proviamo quindi a chiarire alcuni punti.

Una volta che avete trovato la vostra connessione in shell, avete accesso a tutti i servizi Internet connettendovi al fornitore attraverso un modem ed una linea telefonica. In questo modo il vostro computer diventa un terminale (cioè una specie di estensione) del computer del fornitore su Internet e attraverso di esso potrete utilizzare i servizi disponibili su quel computer. Spesso risulta difficile afferrare che cosa stia in effetti succedendo sul proprio computer a casa, cosa succede sul computer Internet a cui siamo collegati in shell e cosa succede sugli eventuali altri computer che si stanno utilizzando (per esempio attraverso FTP o telnet).

Ad esempio, quando usate FTP, viene aperto un canale di comunicazione dal computer di accesso ad Internet al computer remoto FTP (dove sta il file che volete prendere). Il sito FTP risponde ai comandi che voi date attraverso il computer di accesso (ed attraverso il vostro computer!), dopodiché manda il file che desiderate al vostro computer di accesso e qui va a finire nella vostra home directory. La vostra home directory è un'area sul disco del computer a cui accedete in shell, che voi potete usare per tenere files, posta eccetera. Una volta che il file è finito nella vostra home directory, dovrete ancora prenderlo e portarlo attraverso la linea telefonica fino al vostro computer a casa vostra.

Per trasferire file tra il vostro computer e il computer di accesso a Internet, generalmente si usano dei protocolli che sono inclusi nel software di comunicazione che usate (per esempio zmodem). Così, una volta che attraverso FTP avete portato il file nella vostra home directory sul computer di accesso, avrete solo più da dare il comando di download per il vostro computer. Ciò si può fare con il seguente comando (ma la sintassi precisa può variare):

sz <filename>

in questo modo si chiede al computer remoto di iniziare a spedire il file indicato, utilizzando il protocollo zmodem; a questo punto dovrete dire al vostro programma di comunicazione sul vostro computer di iniziare a ricevere il file con lo stesso protocollo, come accade quando siete collegati ad una BBS (nella maggior parte dei programmi di comunicazione dovrete battere il tasto PgDown).

Comunque sia, ci sono sicuramente altri comandi su cui dovrete informarvi da soli, poiché ci sono molte differenze tra le diverse configurazioni.

Un ultimo punto: il vostro computer di accesso a Internet potrà avere menù di facile utilizzo [user-friendly] ma potrebbe anche non averli. Può anche essere che vi troviate perduti in uno schermo totalmente inospitale, con poche parole incomprensibili. Se usate abitualmente il DOS può darsi che abbiate già un'idea di come ci si sente in questi casi, altrimenti vi sentirete del tutto spaesati.

Abbiamo detto che molti computer su Internet usano un sistema operativo che si chiama UNIX o un altro sistema compatibile (distribuito gratuitamente nell'ambito del progetto GNU) chiamato "Linux". Questi sistemi sono simili al DOS come interfaccia generale, ma oltre ad essere più efficienti hanno anche molti comandi diversi. Sarebbe una buona idea cercare un libro su UNIX e su Internet nella biblioteca più vicina e dare un'occhiata a qualche esempio. È senz'altro indispensabile imparare comunque qualcosa sul DOS. Anche se magari preferite usare Windows, potrebbe risultarvi molto utile: Windows sarà anche grazioso, ma non vi aiuta ad imparare a interagire con altri, meno amichevoli, ambienti.

Capitolo 11: come vivere in rete bene e a lungo

CIBERSBIRRI & PSYCHOPOLIZIA

Il termine sicurezza ha molte diverse sfumature di significato quando si applica ad argomenti inerenti i computer. L'uso più naturale è legato al mantenere private cose che sono private.

La comunicazione in rete in genere è privata più o meno quanto lo sono le telefonate. In altre parole, per quanto ne sappiamo ogni messaggio potrebbe essere privato, ma potrebbe anche essere visto da molti occhi diversi lungo il suo percorso. D'altra parte, anche quando parlate al telefono, c'è sempre il rischio che un ingegnere Telecom o - peggio - un tecnico della polizia stia ascoltando la vostra conversazione da qualche parte lungo la strada.

La e-mail che circola in rete può passare attraverso un numero cospicuo di computer prima di giungere al suo destinatario finale. Se vuole, il sysop di ogni sistema attraversato può guardare i vostri messaggi - ed i sysop di alcune reti dichiarano esplicitamente di farlo per intercettare e denunciare eventuali usi illeciti del loro sistema telematico. Lo stesso discorso vale, rafforzato, se invece di parlare di posta elettronica privata si parla di messaggi scritti in conferenze elettroniche pubbliche: in questo caso ogni cosa che scrivete sarà letta da un numero imprecisato di persone. Questo dovrebbe essere ovvio, ma esiste ancora chi si illude che una determinata conferenza sia frequentata solamente dalle persone che ci scrivono, e che quindi bene o male si conoscono. Sbagliato! Il numero di persone che leggono regolarmente una certa conferenza, senza mai scriverci e quindi rivelare la loro presenza è spesso molto maggiore di quanto si immagini, e tra queste potrebbero esserci proprio le persone a voi più sgradite.

Tutto ciò differisce da un'altra possibilità: che la vostra posta sia intercettata e sorvegliata sistematicamente dalla polizia, dai servizi segreti o da altre personcine del genere. Non crediate di dover essere delle spie internazionali per subire questo trattamento, gli sbirri sono gente strana e si spaventano con poco.

Pertanto, anche se per qualche motivo siete ragionevolmente sicuri che la maggior parte della vostra posta non sarà letta da estranei, dovete comunque presupporre che potrebbe esserlo. Soprattutto se frequentate le reti per discutere di politica o di pratiche sociali alternative (e magari non completamente lecite), esiste una buona regola di base da tenere sempre ben presente per salvare il culo e vivere a lungo. Tale regola suona più o meno così: "nel ciberspazio chiunque, fino a prova contraria, è uno sbirro". Significa che, normalmente, dovreste sempre comportarvi come se nelle vostre conversazioni fosse presente qualcuno pronto ad accusarvi per quello che dite. Può sembrare una regola un po' paranoica, ma noi ve la raccomandiamo vivamente, almeno fino a quando non avrete acquisito sufficiente esperienza per valutare da soli che questa paranoia è più che giustificata...

La comunicazione via computer, insomma, non è nè più nè meno suscettibile di essere registrata e sorvegliata elettronicamente di quanto lo siano le chiamate telefoniche. Le telefonate possono essere disturbate in modo che sia difficile per chiunque - se non impossibile - decifrare che cosa dite.

La stessa cosa vale per i messaggi elettronici, con la differenza che qui è molto più facile.

Per disturbare una telefonata avete bisogno di un equipaggiamento sofisticato e costoso. Su una rete telematica invece, tutto quello che vi serve è del software che gira sullo stesso computer che state usando. L'uso di questo tipo di software al fine di rendere illeggibili i vostri messaggi ad occhi estranei, è chiamato crittografia.

L'unico software che ci sentiamo di raccomandare si chiama PGP (Pretty Good Privacy). La sintassi dei suoi comandi più importanti verrà spiegata nelle prossime pagine, per ora è sufficiente sapere che l'avvento del PGP, pochissimi anni fa, ha scatenato un vespaio di polemiche in tutto il mondo. Negli Stati Uniti si è scomodato addirittura l'FBI, chiedendo che l'uso e la distribuzione di programmi del genere venissero dichiarati fuorilegge. Il motivo? Tutti i servizi segreti del pianeta hanno dei laboratori specifici per studiare le varie forme di crittografia e le tecniche per decifrare i messaggi crittati. Negli USA le aziende che vendono software di crittografia necessitano di licenze paragonabili a quelle richieste per la produzione di armi da guerra, e l'esportazione degli algoritmi più forti (cioè dei modi più sicuri per crittare le informazioni) può essere punito come un attentato alla sicurezza nazionale. La crittografia è davvero una questione chiave: grazie ad essa si può vincere o perdere una guerra, si possono controllare o meno i flussi di comunicazione tra i dissidenti politici interni o anche tra semplici bande criminali.

Il PGP usa un metodo tale che, se usato correttamente, i messaggi crittati con esso possono essere letti esclusivamente dal legittimo destinatario: chiunque altro (compresi i servizi segreti, con i loro laboratori ed i loro supercomputer appositi) impiegherebbe centinaia di anni di calcolo prima di riuscire a risalire al messaggio in chiaro. Come se non bastasse, è la prima volta che una tale sicurezza viene offerta da un programma che può essere usato su qualsiasi personal computer e che viene distribuito gratuitamente. Non c'è da stupirsi che l'autore del PGP, Phil Zimmermann, abbia passato parecchie grane giudiziarie (alcune delle quali ancora non del tutto risolte) per questo.

Procuratevi una copia del PGP da qualche BBS - è disponibile per diversi tipi di computer - e leggete la documentazione acclusa. Nell'immediato è un po' confuso - ma mai così complicato come sembra a prima vista - e in più c'è un buon elogio della crittografia e un po' di interessanti considerazioni politiche...

Riassumendo, la prima cosa da ricordare circa la sicurezza in questo contesto è: assumete che qualsiasi cosa voi mandiate in giro per le reti possa essere letta da chiunque sia sufficientemente interessato da perderci tempo sopra.

Se ritenete di dover comunicare con qualcuno in forma veramente riservata, usate il PGP, ma attenzione! Non sentitevi troppo sicuri nemmeno in questo caso. Cercate di familiarizzare con il programma prima di essere costretti ad usarlo seriamente, e NON FIDATEVI MAI DI NESSUNO.

PGP: CRITTOGRAFIA A CHIAVE PUBBLICA PER LE MASSE

La crittografia a chiave pubblica su cui si basa il PGP non è un concetto così astruso come potrebbe sembrare. In primo luogo bisogna fare un po' di chiarezza terminologica, giusto per potersi intendere. Supponiamo che noi vogliamo mandare un messaggio al nostro amico Pippo e vogliamo essere sicuri allo stesso tempo che nessun altro lo legga. Possiamo crittografare (o crittare, come preferite) il messaggio, vale a dire lo confondiamo in maniera molto complicata, rendendolo illeggibile per chiunque eccetto che per Pippo, che è il destinatario del messaggio. Normalmente, per farlo, dobbiamo avere una chiave crittografica per crittare il messaggio - e Pippo deve avere la medesima chiave per decrittarlo (cioè per risalire al messaggio "in chiaro"). La base della crittografia convenzionale a chiave singola è proprio questa: si usa una sola chiave sia per crittare sia per decrittare - il che vuol dire che la chiave dovrà essere trasmessa attraverso canali sicuri in modo che entrambe le parti la conoscano prima di crittare il messaggio.

Nei nuovi sistemi di crittografia a chiave pubblica invece, ognuno ha due chiavi complementari: una chiave che deve mettere a disposizione del pubblico ed una segreta. Attenzione: la prima serve esclusivamente per crittare, la seconda esclusivamente per decrittare. Conoscere la chiave pubblica non aiuta a dedurre la corrispondente chiave segreta.

Torniamo all'esempio di prima: se noi vogliamo mandare un messaggio riservato al nostro amico Pippo, con la crittografia a chiave pubblica (quella implementata dal PGP) useremo la chiave pubblica di Pippo, liberamente nota e conoscibile in rete, per crittare il suo messaggio. L'unico modo per decrittare (e quindi leggere) questo messaggio sarà a questo punto quello di utilizzare la chiave segreta, che è nota solo a Pippo.

La differenza sta nel fatto che adesso non è più necessario trovare un luogo sicuro nel quale noi e Pippo possiamo vederci e scambiarci l'unica chiave usata nella crittografia tradizionale; con le coppie di chiavi della crittografia a chiave pubblica diventa possibile condurre discorsi riservati anche tra soggetti che non si sono mai conosciuti o visti di persona.

Chiunque può usare la chiave pubblica del destinatario per crittare un messaggio diretto a lui - mentre il destinatario userà la propria corrispondente chiave segreta per decrittare quel messaggio. Nessuno che non sia il destinatario può decrittarlo, perché nessun altro ha accesso alla chiave segreta; nemmeno la persona che ha mandato il messaggio potrà più aprirlo una volta crittato.

Potete inoltre avere la certezza assoluta che chi vi manda un certo messaggio sia esattamente la persona che voi supponete, attraverso ciò che viene chiamato firma digitale. La chiave segreta del mittente può essere usata, se si vuole (oltrechè per decrittare i messaggi ricevuti) anche per firmare i messaggi che si spediscono. Si crea una firma digitale del messaggio che il destinatario (o chiunque altro) può controllare usando la chiave pubblica del mittente. Questo serve a provare che il mittente è colui che davvero ha scritto il messaggio - e che il messaggio non è poi stato manipolato da nessun altro, poiché solo il mittente possiede la chiave segreta per poter firmare. È impossibile contraffarre un messaggio autenticato ed il mittente non può revocare la firma una volta apposta.

Questi due processi possono essere combinati per garantire sia la privacy sia l'autentificazione del messaggio, in primis firmando il messaggio con la vostra chiave segreta, poi crittandolo con la chiave pubblica del destinatario; Il destinatario ripeterà al contrario questi passi, prima decrittando il messaggio con la sua chiave segreta, poi verificando la firma con la vostra chiave pubblica.

IL PGP IN PILLOLE

Il PGP è un programma piuttosto complesso, con numerosi comandi più o meno esoterici. È assolutamente indispensabile, quindi, leggere attentamente la documentazione allegata e fare un po' di prove con calma. Qui di seguito ci limitiamo ad accennare ai pochi comandi di uso più frequente.

Per visualizzare un rapido elenco dei comandi del PGP, digitare:

pgp -h

Tenete presente che, a causa della struttura stessa della crittografia a chiave pubblica, prima di poter usare il PGP è necessario che vi procuriate le chiavi pubbliche delle persone con le quali volete comunicare. Queste chiavi possono essere chieste direttamente alle persone in questione oppure prelevate da appositi archivi mantenuti in molti luoghi della rete; una volta ottenute, tutte le vostre chiavi pubbliche vanno inserite nel cosiddetto keyring (in pratica il vostro archivio personale).

Supponiamo che abbiate ottenuto in rete la chiave pubblica di Pippo e che vogliate ora inserirla nel vostro keyring per poter poi inviare a Pippo dei messaggi riservati. La chiave di Pippo è contenuta nel file pippo.asc - il comando per importarla nel keyring è il seguente:

pgp -ka pippo.asc

Gli esempi che seguono presuppongono che voi abbiate già inserito nel vostro keyring la chiave pubblica del nostro amico Pippo.

Per crittare il testo del messaggio contenuto nel file textfile.txt con la chiave pubblica del destinatario (in questo caso, finalmente, Pippo):

pgp -e textfile.txt Pippo

Questo comando produce un file di testo crittografato che si chiamerà textfile.pgp. Il PGP comprime il testo prima di crittarlo, in questo modo il testo crittato risulterà probabilmente più piccolo del file iniziale. Inoltre il file risultante è di tipo binario. Se volete mandare il messaggio crittato attraverso la e-mail, dovete chiederlo in formato ASCII aggiungendo l'opzione -a

pgp -ea textfile Pippo

Supponiamo ora che Pippo risponda al messaggio che gli abbiamo appena mandato, inviandoci a sua volta un messaggio crittografato questa volta con la nostra chiave pubblica, che lui si sarà preoccupato di ottenere. Se il suo messaggio è contenuto nel file nostromsg.txt, il comando che dovremo dare per riuscire a leggerlo sarà semplicemente:

pgp nostromsg.txt

La nostra copia di PGP riconoscerà automaticamente che si tratta di un messaggio crittografato con la nostra chiave pubblica, e andrà a leggersi la nostra chiave segreta (custodita accuratamente nel file secring.pgp file sul nostro disco fisso - occhio a chi vi accede!). A questo punto, probabilmente, vi chiederà di digitare la parola d'ordine: esiste infatti la possibilità, che è sempre meglio utilizzare, di proteggere ulteriormente la propria privacy con una parola (o meglio ancora, un'intera frase) segreta, da ricordare a memoria (non è scritta da nessuna parte sul disco) e da digitare ogni volta che il PGP cerca di accedere alla chiave segreta per decrittare un messaggio in arrivo o per firmare un messaggio in partenza.

Confusi? Bene, anche qui, non siete i primi ad esserlo. Perciò rinnoviamo l'invito a prelevare una copia del software e a giocarci un po' assieme: ne vale la pena.

SICUREZZA IN BBS

L'altro significato più importante della parola "sicurezza" nel campo dei computer è collegato a chi ha il permesso di accedere ai messaggi e ai files sulla vostra BBS.

Tutti i software per gestire le BBS permettono di assegnare dei livelli di sicurezza ad ogni utente. Tutte le aree files o messaggi in BBS possono essere configurate con ulteriori livelli di sicurezza. Questo significa che chiunque abbia un livello di sicurezza più basso di quello richiesto da una data area non potrà vedere i files di quell'area - anzi, probabilmente non saprà nemmeno che quell'area esiste! La stessa cosa vale per le aree messaggi.

Tutto questo ha più di una ragione per essere importante. In primo luogo potreste avere un'area in cui collettivi particolari discutono di argomenti particolari - e magari non desiderate che persone esterne si aggiungano necessariamente alla discussione o vedano su cosa vertano. Allo stesso modo, sul vostro sistema potreste avere files delicati o addirittura illegali ai quali volete restringere l'accesso per ovvie ragioni (a meno che non vogliate essere arrestati...). Se la cosa vi interessa, diremo che noi non vediamo molto favorevolmente le BBS con aree segrete o riservate: un conto è la tutela della comunicazione privata tra due persone e un altro è la costituzione di gruppi chiusi o privilegiati. Le BBS e le reti sono ottimi strumenti per la comunicazione libera ed orizzontale, non per creare nuove gerarchie.

La maggior parte del software per BBS permette comunque di restringere l'accesso a certe aree in modi diversi : i livelli di sicurezza possono essere un po' troppo crudi per alcune esigenze. In genere si permette l'accesso a certi gruppi sia settando i flags (come in Superbbs, RA, Maximus) sia dando accesso a gruppi numerati (come in Waffle). Ciò significa che persone con il medesimo livello di sicurezza avranno accesso a differenti gruppi di discussione aree files. È possibile che non utilizzerete molto questa roba, ma è meglio sapere che esiste nel caso in cui dovesse servire.

C'è un altro aspetto della sicurezza che è importante tenere presente se state settando un computer a pubblico accesso in un locale pubblico (libreria, centro sociale ecc.). La prima cosa di cui vorrete assicurarvi è che le persone che si collegano fisicamente al computer nel locale pubblico abbiano lo stesso livello di accesso delle persone che si collegano via telefono. Una soluzione è procurarsi un secondo computer che faccia da terminale pubblico della BBS. Può essere un vecchio computer lento e poco costoso - in grado solo di eseguire programmi di comunicazione e che abbia una porta seriale. Potete connettere il terminale alla BBS tramite un cavo null modem e lasciare che le persone facciano i loro affari sulla BBS da lì. Il computer della BBS può a questo punto essere chiuso a chiave in un armadio - o gli si può bloccare [lockare] la tastiera fisicamente con la chiave - o anche via software (Frontdoor lo permette, inserendo una password). Ugualmente potete spegnere il video quando non è usato dal sysop: questo è particolarmente necessario se si usa Waffle, che mostra la password dell'utente quando questo si collega!

Se la BBS è contemporaneamente collegata ad un numero di telefono, dovrete anche settarla come multilinea, con il cavo null modem su una linea e la linea telefonica sull'altra. Oppure potete settare due computer che facciano girare separatamente due BBS e che condividano i files via rete [lan: local area network] ed un terzo computer che faccia da terminale. Quest'ultimo metodo è il migliore se lavorate sui vecchi computer XT che non permettono il multitasking (e quindi non vi permettono di settare una BBS multilinea).

NOMI E PSEUDONIMI: ANONIMITA' PER TUTTI

Gli alias e gli pseudonimi, piuttosto che i nomi reali, sembrano il modo più diffuso per avere un'identità nel mondo delle reti.

Potete scegliere uno pseudonimo tale che rispecchi qualcosa del vostro carattere o della vostra personalità (oppure della personalità che vorreste avere), o qualcosa di ironico o quello che vi viene in mente.

Alcune BBS impongono di usare il proprio nome reale (e questa questione, assieme al diritto di utilizzare programmi di crittografia, è una delle più dibattute al momento), ma sui networks di movimento non dovreste incontrare di questi problemi: lì gli pseudonimi sono di casa. Su Internet dipende molto da dove siete: se accedete a Internet attraverso un computer universitario sarà difficile poter cambiare il nome che vi viene assegnato dal centro di calcolo (e che in genere rispecchia fedelmente il vostro nome anagrafico). Tuttavia su Internet sono ben poche le cose che non si possono fare!

Possiamo quindi avvalerci dei servizi di qualche anonymous remailer, che servono tra l'altro a procurare l'anonimità anche a chi non può collegarsi direttamente in rete con uno pseudonimo. Sono gestiti da singole persone particolarmente sensibili a queste questioni ed hanno la funzione di cambiare il vostro vero nome, in cima ai messaggi che spedite, con un nome falso e di inserire l'indirizzo del servizio di anonymous remailing al posto del vostro indirizzo di rete originale.

Di seguito riportiamo un elenco di alcuni remailers su Internet sparsi per il mondo (fate attenzione che questi servizi nascono e muoiono molto velocemente):

hh@pmantis.berkeley.edu
hh@cicada.berkeley.edu
hh@soda.berkeley.edu
nowhere@bsu-cs.bsu.edu
remail@tamsun.tamu.edu
ebrandt@jarthur.claremont.edu
elee7h5@rosebud.ee.uh.edu
hfinney@shell.portal.com
remailer@utter.dis.org
remailer@rebma.mn.org

L'utilizzo di uno di questi anonymous remailer è abbastanza semplice. Supponiamo stavolta che vogliamo mandare un messaggio a quello stronzo di Pippo, senza che lui sappia che siamo stati noi a mandarglielo (e possiamo avere i nostri buoni motivi per non volere che lo sappia). Scriviamo il messaggio e, invece di spedirlo direttamente a Pippo, lo spediamo a un remailer a scelta. La prima riga di questo messaggio, però, deve iniziare con un doppio segno di due punti (::). La linea successiva, riservata a quello che viene chiamato header, deve leggersi Request-Remailing-To:<destinazione> (in cui <destinazione> sarà l'effettivo indirizzo di Pippo, per esempio pippo@cyberspace.org). L'header viene quindi seguito da una riga vuota e quindi dal testo del messaggio vero e proprio, come mostrato nell'esempio sottostante:

::
Request-Remailing-To: pippo@cyberspace.org

Ciao Pippo, indovina chi siamo?
Saluti e baci, firmato:
la Banda Bassotti

Ovviamente il testo del messaggio può essere indifferentemente costituito da un normale testo o da un messaggio criptato con PGP utilizzando la chiave pubblica del destinatario finale (il solito Pippo).

Come al solito, non bisogna riporre totale fiducia nella segretezza che offrono questi sistemi, ma è bene sapere che esistono e che talvolta possono tornare utili.

Ci sono vantaggi e svantaggi nell'anonimato in rete. Lo svantaggio principale è che se state comunicando con persone che conoscete dal vivo loro potrebbero non riconoscervi. Spesso le reazioni a determinate idee dipendono da chi le mette in circolo, il che è talvolta una cosa negativa ma talvolta può essere positiva. Si sa di chi ci si può fidare e di chi no e nascondersi dietro i nomi falsi a volte rende più difficile lavorare insieme. Altre volte al contrario l'anonimità libera da inibizioni e paranoie varie, e favorisce creatività, fantasia e mille altre cose.

In ogni caso, qualunque cosa decidete, tenete presente che se vi state nascondendo dalla polizia o dalla DIGOS non è il caso di preoccuparsi: a meno che non sappiate muovervi veramente bene nel ciberspazio, loro potranno sapere chi siete in mille altre maniere.

COME PROTEGGERSI DALLA SFIGA PURA

Si può discutere se sia o meno necessario parlare di salvataggio dei dati nell'ambito della sicurezza, ma vale la pena dire due parole su come proteggere i vostri dati da cancellazioni o da distruzioni accidentali. È molto facile cancellare un file accidentalmente e non essere capace di ripristinarlo. Non è inusuale che la rottura di componenti hardware (tipicamente gli hard-disk) distrugga completamente i files e i programmi su cui avete lavorato per mesi o anni.

L'unica maniera per proteggersi contro questi accidenti è fare delle copie di qualsiasi cosa non sia facilmente reperibile in caso di necessità. Il processo di copia dei dati è detto back-up.

La maniera migliore per fare back-up è tenere numerose copie di ogni cosa. La prima volta che fate il back-up di un file, ne avrete una sola copia. La seconda volta che lo fate, è meglio che conserviate la prima: non è impossibile che una delle copie risulti inutilizzabile. Così, al terzo back-up, conservate le prime due copie. Dopodiché potrete cominciare a riutilizzare i dischi che avevate usato per fare il backup numero uno, quindi quelli del backup numero due e via così... Gestite delle copie in circolo secondo questo schema e fate un nuovo backup dopo ogni cambiamento significativo nei vostri files.

Se seguirete questo consiglio, eviterete di bestemmiare ogni volta che per caso il vostro sistema perderà qualcosa: questa è una cosa che è molto meglio non dover imparare tramite esperienza...

Se invece avete cancellato un file per errore e ve ne siete accorti subito, ricordatevi che esistono delle utility che ne permettono il recupero. Innanzitutto fermatevi immediatamente non appena vi siete accorti della errata cancellazione. Non salvate nè copiate files sul disco. Nelle ultime versioni del DOS esiste il comando undelete; per recuperare un file fate così: posizionatevi nella directory che conteneva il file eliminato, qundi digitate:

undelete

uno alla volta, il DOS chiederà conferma del recupero di ogni file individuato, chiedendovi di inserire la prima lettera del nome del file. Premete S per recuperare i files desiderati e sperate che l'operazione abbia successo. E la prossima volta state più attenti.

Appendici


CONTATTI UTILI E GRUPPI DI AFFINITA' IN RETE, OVVERO:
QUANTI PERICOLOSI TERRORISTI!


Quello che segue è un elenco indicativo di contatti utili, progetti, collettivi, riviste e gruppi di discussione internazionali facilmente raggiungibili in rete attraverso Internet.

Elenchi più completi, con numerosi altri riferimenti, si possono trovare ai seguenti indirizzi:

Spunk Press

http://www.cwi.nl/cwi/people/Jack.Jansen/spunk/Spunk_Resources.html

Curatore: Jack Jansen <jack@cwi.nl>

The Seed

http://web.cs.city.ac.uk/homes/louise/seed2.html

Curatrice: Louise Schuller <L.Schuller@city.ac.uk>