Il decalogo della fruibilità

1. NO alla grafica dinamica

Le pagine web sono spesso dei terremoti visivi. Per i più semplici si tratta di immagini che lampeggiano, per i più raffinati entra in campo la grafica con Flash, che cerca di trasformare le pagine web in cinematografi. Le prime pagine con Flash sono così lente e noiose che solitamente sono dotate di un bottone "Salta Intro".

2. NO all'inglese

L'inglese è la lingua internazionale, ma gli italiani sono fra i più restii a impararla (il che non è necassariamente un male). I siti italiani pullulano di espressioni anglo-sassoni usate per puro snobismo. Usare "at" non è più intelligente che usare "chiocciolina"; e "undescore" non è più chiaro che "trattino in basso". L'informatica italiana è fra le poche sul pianeta che non traduce dall'anglo-americano. Il risultato è che la rete italiana è fra le ultime, nel mondo industriale.

3. NO al linguaggio tecnico

Il tecnicalese è un altro "cancro" della rete. Venditori di computers e programmi, aziende che "ospitano" siti web, redattori di portali sembrano del tutto disinteressati a farsi capire dall'uomo della strada. Per leggere le caratteristiche di un Pc da comprare devi avere un diploma di informatica. Per comprare uno spazio che ospiti il sito della tua bancarella di gelati devi avere una laurea al Politecnico. Per navigare in un sito, devi non solo conoscere l'inglese tecnico ma anche possedere una specializzazione telematica. Per venderti qualcosa ti dicono che è tutto chiarissimo e facile: solo quando scopri che non funziona niente, ti fanno capire che è colpa tua. E la tua colpa è ovvia: voler continuar a fare il tuo mestiere e rifiutarti di diventare un informatico.

4. NO alla nevrosi per la sicurezza

In tutti i settori, i costi della sicurezza sono assai maggiori dei costi degli eventuali danni. Nell'informatica però la sicurezza è una vera nevrosi: anche per respirare ti viene richiesta una password. Se vuoi usare un tuo programma o macchina devi mettere una password. Se compri uno spazio web rischi di dover usare ben 3 o 4 diverse password. Naturalmente questa "sicurezza" non scoraggia alcun malintenzionato (non c'è luogo dove un esperto non possa penetrare) ma fa perdere una fetta della nostra vita a scrivere identificativi e parole d'ordine.

5. NO ai portali automatizzati

Il sogno dell'informatico "pazzo" è allestire un sito che si produca e si autoaggiorni da solo. Tecnicamente, questo è già possibile oggi. Purtroppo fa schifo, al punto che raramente capita a qualcuno di navigarci due volte. Esistono in rete migliaia di siti tecnicamente super attrezzati, ma che danno l'idea degli zombies - i morti viventi. Sono i portali automatizzati.

6. NO alle risposte (e-mails) automatiche

Queste sono le figlie dei portali automatizzati. Permettono di rispondere a tutti, con lo stesso calore di un altoparlante di aeroporto. Eliminano la fatica di rispondere ai clienti, ma anche la fatica dei clienti di leggere le risposte.

7. NO all'anonimato

La rete consente l'anonimato, ma l'anonimato è un pessimo amico delle transazioni oneste. Persino i venditori di prodotti da bar sanno che il nome e la faccia sono indispensabili per avere la fiducia dei clienti. I venditori da Internet non mettono a disposizione la faccia (e passi), ma nemmeno il nome, il numero di telefono o l'indirizzo.

8. NO ai siti "chiosco nel deserto"

E' diverso aprire un chiosco di bevande nel deserto, sperando che passi qualcuno, o aprire un chiosco in un ipermercato dove ogni giorno assano migliaia di possibili clienti. Chi lancia in rete un suo solitario dominio, ha una enorme forza di attrazione sul proprio nome o si vede costretto a investire grandi somme in pubblicità e nel continuo stimolo ai motori di ricerca. Senza queste due condizioni il sità sarà visitato da qualche decina di persone al mese, o all'anno.

9. NO alla pubblicità invadente

Un sito è già di per sè una forma di pubblicità. Caricarlo da decine di banners, pop-up, messaggi pubblicitari significa renderlo insopportabile.

10. NO alle pagine di tre righe

Ci sono siti che, per spingere i navigatori e visitare più pagine, mettono tre righe scritte per pagina: un trucco che ottiene solo l'effetto di innervosire.